Sabato 10 Ottobre 2009

Tenaris, interviene Uliano (Fim)
«La politica aiuti, non scavalchi»

La priorità è la salvaguardia dei posti di lavoro. A cui si affiancano, però, le necessarie garanzie per la continuità della presenza produttiva dell’azienda sul territorio. È su questo binario che corre la trattativa sindacale per il piano di riorganizzazione annunciato dalla TenarisDalmine e che sabato, il segretario provinciale della Fim-Cisl di Bergamo, Ferdinando Uliano, ha voluto ribadire dopo il vertice che venerdì ha portato Lega Nord bergamasca, capeggiata dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, a colloquio con l’amministratore delegato del gruppo Vincenzo Crapanzano.

Il ministro Calderoli ha parlato di «un incontro la prossima settimana presso la Provincia con gruppi di imprenditori che credo diano sufficienti garanzie di ricollocamento in modo che nessuno debba avere periodi di scopertura». La Fim-Cisl mette l’accento su questo punto. «Da parte nostra - spiega il segretario provinciale Uliano - auspichiamo sempre il massimo sostegno da parte di tutte le istituzioni e di tutte le forze politiche e sociali al problema. Sostegno che va correlato in appoggio alle trattative sindacali in corso».

Per Uliano, infatti, «non vanno bene» quelle che possono apparire «fughe in avanti o trattative parallele». «Questo lo diciamo chiaramente sia alla politica sia all’azienda» continua Uliano, spiegando che il rischio è quello di «creare confusione e incomprensioni che potrebbero compromettere gli impegni e gli obiettivi che, come organizzazioni sindacali, ci stiamo ponendo nella trattativa con l’azienda».

Questo tema diventa centrale. «Ovviamente diamo per scontato la buona fede del ministro Calderoli - spiega Uliano -: ma prospettare l’incontro con gli imprenditori in provincia per parlare di nuovi posti di lavoro significa avere già accettato la portata degli esuberi prospettata dall’azienda. Noi stiamo cercando di cambiare quei numeri, riducendoli. Non diamo già per accettato il piano industriale presentatoci».

Per la Fim-Cisl, ribadisce il segretario provinciale, è fondamentale individuare una gestione attenta del piano di riorganizzazione: «L’aggancio alla pensione, certo: ma per chi non potrà usufruirne - dice - adeguati ammortizzatori sociali, come per esempio i contratti di solidarietà».

I numeri in gioco sarebbero corposi: «I dati sui possibili pensionamenti noi non li abbiamo ancora. È la politica ad averli indicati: circa 400 lavoratori sugli oltre mille messi in discussione dal piano Tenaris. Si parla quindi di oltre 600 lavoratori a rischio licenziamento».

Nuovi posti di lavoro, come ventilato dal ministro Calderoli, che il sindacato non capisce da dove possano emergere: «In questi mesi l’industria in generale ha perso numerosi posti di lavoro - dice Uliano - . Noi, come sindacati, finora non abbiamo mai incontrato né a tavoli istituzionali né a tavoli confindustriali disponibilità concrete di ricollocamento. Se il ministro, invece, registra questa eventualità è giusto che la renda disponibile per i lavoratori bergamaschi oggi in sofferenza». Leggi di più su L'Eco di domenica 11 ottobre.

m.sanfilippo

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