A piedi da Bergamo al Rifugio Calvi Giorgio e gli intrepidi ce l’hanno fatta
Il gruppo partito da Bergamo

A piedi da Bergamo al Rifugio Calvi
Giorgio e gli intrepidi ce l’hanno fatta

Giorgio Scuri ce l’ha fatta. Alle 22,42 di mercoledì 30 settembre ha completato la «pazza idea» di salire a piedi da Bergamo sino al Rifugio Calvi, insieme ad un manipolo d’intrepidi che l’hanno affiancato. L’impresa è stata raccontata in diretta sulla pagina Facebook «Di nuovo al Calvi».

Nel buio della notte al Calvi nevica fitto, esattamente come il 30 settembre 1978. Quel giorno Egidio Gherardi, l’alpinista con le stampelle (morto nel 1998), intraprese con successo la stessa impresa, dopo oltre 62 chilometri e 23 ore di fatica. Oggi sulle sue orme si è incamminato Giorgio, 46 anni di Branzi, che nel 2012 era rimasto paralizzato improvvisamente per una rara malattia. Giorgio ha vinto la scommessa contro il virus e a settembre ha addirittura scalato il Cervino.

A ricordo di Gherardi e per sensibilizzare la raccolta fondi a favore delle malattie rare (www.armr.it - Iban: IT28E0542811101000000094728 ) ha deciso di ripetere l’eroica camminata. Alle 9 è partito da Valtesse, salutato dai figli di Gherardi, Monica e Giambattista e dalla segretaria Armr Gabriella Chisci. Attorno alle 13 il transito a San Pellegrino e i saluti alla Clinica Quarenghi, dove Scuri ha trascorso le lunghe settimane della riabilitazione. Alle 18,45 è giunto a Branzi, salutato dalla moglie Carola, dai figli Guido e Bruno e da tanti parenti e amici.

22.42A R R I V A T I !!!! DI NUOVO AL CALVI!!!!!

Posted by DI NUOVO AL CALVI on Mercoledì 30 settembre 2015

Poi il tratto più duro verso Carona e il Rifugio Calvi, sotto la pioggia battente e la neve. A Giorgio, sin dalla partenza si sono uniti Alessandro Monaci, Ettore Ruggeri ed Emanuele «Proiettile» Ghirardelli.

Tutti con voi lungo la strada del Calvi!!!!

Posted by DI NUOVO AL CALVI on Mercoledì 30 settembre 2015

Lungo la strada molti altri hanno condiviso la fatica per lunghi tratti oppure un saluto, un incoraggiamento, come quello di Kikka Monaci di Branzi, costretta su una sedia a rotelle. Dai monti e dalle loro storie arriva la gioia di un successo e una chiara conferma: la solidarietà vince anche le sfide più dure.

La prima foto!!!

Posted by DI NUOVO AL CALVI on Mercoledì 30 settembre 2015

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