A Ponteranica la «cena al buio» Per mettersi nei panni dei non vedenti

A Ponteranica la «cena al buio»
Per mettersi nei panni dei non vedenti

Provare di persona, stando a un tavolo con commensali, cosa significa non vedere: «Cena al buio» è il titolo che si è voluto dare all’iniziativa promossa dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti con l’associazione sportiva Asd «Omero Bergamo».

L’appuntamento è per lunedì 21 settembre alle 19,30 a Ponteranica in via 8 Marzo 15 al ristorante Tandy, messo a disposizione gratuitamente dalla titolare, Alessandra Fiorona. La cena si svolgerà in totale assenza di luce e i partecipanti saranno, così costretti ad affidarsi esclusivamente agli altri sensi. I partecipanti per circa due ore saranno bendati, accompagnati al tavolo e poi serviti da non vedenti.

L’evento, che ha una notevole valenza sociale, si prefigge diversi scopi. «Innanzitutto ha l’intento di far riflettere le persone su cosa significhi vivere al buio, soprattutto oggi, nella cultura delle immagini e di far percepire loro quali siano le difficoltà nella vita quotidiana di una persona non vedente» spiega Giambattista Flaccadori, presidente dell’Unione ciechi e ipovedenti di Bergamo. «Quando si è abituati a fare affidamento quasi esclusivamente sulla vista il buio disorienta, durante la cena però, tutti nella stessa situazione, si ha l’occasione di scoprire nuove dimensioni e modalità diverse di approccio. È un modo anche per approfondire la conoscenza di se stessi».

E continua: «Sedersi a un tavolo in compagnia di persone che non si conosce, soprattutto che non vedi ma puoi solo immaginare, aiuta a socializzare in un modo diverso, a rapportarsi in modo libero, diretto, in una relazione alla pari, senza condizionamenti. Per ultimo l’invito è quello di stimolare in modo particolare il senso del gusto, per godere dei sapori, dei profumi senza lasciarsi influenzare dagli stimoli visivi» .


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola sabato 19 settembre 2015

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