Affittopoli bergamasca, di tutto di più Il vigile che risultava vivere in camper

Affittopoli bergamasca, di tutto di più
Il vigile che risultava vivere in camper

Vigili che risultavano vivere in camper, architetti che fingevano miseria, nubende la cui promessa di matrimonio valeva non solo come atto d’amore ma pure come garanzia per un alloggio comunale.

Eccolo il vaso di Pandora dell’Affittopoli bergamasca. L’hanno scoperchiato martedì 9 giugno a processo due militari della Finanza, mostrando i dettagli di una presunta furbizia tutta italiana. Il cittadino senza scrupoli che - se sarà dimostrata la tesi del pm Giancarlo Mancusi - per ottenere una casa del Comune o dell'Aler salta la fila d’attesa grazie a assegnazioni in deroga irregolari perché motivate da false emergenze (sfratti, condizioni abitative precarie etc) e scavalca, come da testimonianza del maresciallo Claudio Romano, «donne con figlioletti che vivevano a casa dei nonni perché non c’erano alloggi a disposizione, persone in situazioni disperate che stazionavano nelle graduatorie senza ottenere nulla».

E l’ente pubblico, in questo caso Palafrizzoni, che, nella migliore delle ipotesi, fa la figura del fesso. Perché le anomalie erano già state oggetto di un’indagine interna che rischiava di non portare a nulla se non fosse approdata in Procura e perché, ha spiegato il sottufficiale, i mezzi per scoprire i furbetti c’erano.

Daniele Lussana, ex commissario della polizia locale e marito (all’epoca fidanzato) di Sonia Rigoletto, l’ex responsabile dell’ufficio alloggi del Comune che è il personaggio principale dell’inchiesta, ottiene un immobile di pregio in via Fontana 12: 70 mq, «sproporzionato per una persona sola». Risulta vivere in camper dopo la separazione dalla prima moglie. «Ma sarebbe servito anche un accertamento che attestasse che viveva lì da almeno un anno - spiega il maresciallo Romano -. E la relazione dei servizi sociali non era firmata, era una fotocopia, così come non era firmata l’autocertificazione. Sulla richiesta inoltre c’era una marca da bollo del 25/3/08, data successiva a quella in cui si era riunita la commissione per l’assegnazione degli alloggi».


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