Aggredito in casa a Ponteranica E al Pronto Soccorso deve pagare il ticket

Aggredito in casa a Ponteranica
E al Pronto Soccorso deve pagare il ticket

Dopo il danno, la beffa: è stato aggredito in casa dai ladri, è finito in un Pronto soccorso debordante di pazienti, convinto a rivolgersi a un altro ospedale e alla fine costretto pure a pagare il ticket. «Un’umiliazione», s’indigna ora il fratello della vittima.

Ci si può consolare con il fatto che, alla fine, nulla è stato rubato e lievi erano le lesioni se si è stati dimessi col codice bianco, quello che obbliga a versare soldi per la prestazione sanitaria. Ma un po’ cornuti e mazziati ci si può anche sentire di fronte a uno Stato che non ti assicura un servizio (la sicurezza in casa propria) che dovrebbe essere basilare e poi te ne fa pagare uno che è la diretta conseguenza di questa inadempienza.

Ma tant’è. Tutto accade nel tardo pomeriggio di martedì in una villetta singola di via Madonna del Carmine, alla Ramera di Ponteranica. Nell’abitazione ci sono un uomo di 77 anni e uno dei figli, un perito elettronico di 44. La luce accesa - e dunque la presenza dei proprietari della villetta - non frena l’intraprendenza dei ladri. Tre individui dalla pelle olivastra - probabilmente nordafricani - che non esitano a scavalcare un cancello con spuntoni alto due metri e ad arrampicarsi, attraverso a una pergola, sino alla finestra al primo piano. I tre malviventi entrano, rovistano nelle stanze, ma non trovano nulla.

Colti in flagrante, però i tre hanno cominciato a picchiare il 44enne con calci e pugni. Poi uno di loro ha afferrato un bastone e lo ha colpito sulla fronte. Alla fine sono fuggiti.

Il perito elettronico accusa dolori al capo, così decide di rivolgersi all’ospedale. E qui comincia la seconda disavventura. «Intorno alle 20 l’ho portato al Pronto soccorso del Papa Giovanni –ricostruisce il fratello –. Era in codice verde e davanti a lui c’erano 22 pazienti. Siamo rimasti un po’, ma alla fine ci hanno consigliato di rivolgerci altrove». Così approdano all’ospedale Humanitas Gavazzeni. «Qui siamo stati fortunati – è il racconto –, c’era una sola persona in attesa. Hanno visitato mio fratello e poi l’hanno dimesso in codice bianco, raccomandandogli di mettere del ghiaccio sulla botta. Il fatto che le lesioni non fossero gravi ha comportato l’esborso del ticket: 25 euro».


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