Martedì 05 Settembre 2006

Agli Ospedali Riuniti uno dei quattro centri d’eccellenza di medicina nucleare

Sono circa 250 le strutture di medicina nucleare, in Italia, ubicate prevalentemente nei grandi ospedali pubblici al Nord e nelle cliniche private al Sud, ma non bastano, visto il grande sviluppo di questa branca della medicina, sia nell’ambito diagnostico che in quello terapeutico e ora anche nella ricerca.Uno di questi centri d’eccellenza si trova a Bergamo, presso gli Ospedali Riuniti: riguarda la Neurologia Nucleare, ed è diretto da Ugo Paolo Guerra (nella foto).L’allarme sulla scarsità di strutture di medicina nucleare e sulla penuria di medici specializzati è stato lanciato a Milano da Emilio Bombardieri, presidente dell’Associazione Italiana di Medicina Nucleare (AIMN), nel presentare l’VIII Congresso Nazionale dell’ associazione, che avrà luogo a Torino dal 20 al 24 ottobre. Ogni anno - ha aggiunto il professor Gianni Bisi, presidente del Congresso di Torino - le scuole di specialità inseriscono nella professione 50-55 nuovi medici di medicina nucleare, quando dovrebbero essere almeno 80-90.La Medicina Nucleare si prefigge di sviluppare radiofarmaci, molecole radioattive in grado di raggiungere i tessuti patologici, per poterne dare immagini dettagliate ma anche per fornire opzioni terapeutiche funzionali (descrivendo cioè la funzione dell’organo malato) basate su un approccio molecolare, con altissima sensibilità.Quindi, ha un ventaglio di applicazioni cliniche che spazia in tutti i campi della medicina, con particolare e documentata efficacia proprio in quei settori (Cardiologia, Oncologia e Neurologia) più rilevanti per impatto sociale di mortalità e morbilità.Nel corso del congresso saranno illustrate le più importanti novità tecnologiche, fra cui le macchine ibride (PET-TC e SPECT -TC) capaci di fornire un imaging integrato morfo-funzionale. Particolare rilievo verrà dato a due settori, entrambi prevalentemente connessi alla patologia tumorale: le applicazioni della PET e della terapia medico- nucleare con radionuclidi. In questi settori si sono infatti registrati negli ultimi anni i progressi più rilevanti, tanto che oggi per la maggior parte dei tumori la Pet è considerata tecnologia irrinunciabile, sia per la stadiazione del tumore, indispensabile per ottimizzare la terapia, sia per la scelta delle opzioni terapeutiche (chirurgia, radioterapia o chemioterapia), con capacità di modificare l’approccio terapeutico nel 30% circa dei casi.Sono praticamente tutti al Nord i quattro Centri di eccellenza cui l’AIMN fa riferimento per la formazione, a livello nazionale, di piccoli gruppi di associati: oltre al centro di Neurologia Nucleare di Bergamo, sono menzionati quello sulla PET, del San Raffaele di Milano, quello specializzato in Cardiologia Nucleare di Novara, e l’ultimo, sulla Medicina Nucleare Pediatrica di Padova.(05/’9/2006)

g.francinetti

© riproduzione riservata