Animali abbandonati?
In un ranch di Zanica il loro rifugio

Vederla mentre si lascia cavalcare e strapazzare dai bambini come se fosse un orsacchiotto fa subito tenerezza.Ginevra, però, è un maiale, anzi, una gigantesca scrofa dalla pesante stazza.

Vederla mentre si lascia cavalcare e strapazzare dai bambini come se fosse un orsacchiotto fa subito tenerezza. E non si può non restare stupiti quando la si vede risponde ai richiami dei suoi padroni come un cagnolino o quando gioca con gli altri animali da fattoria. Ginevra, però, è un maiale, anzi, una gigantesca scrofa dalla pesante stazza che quando era cucciola si trovava nella fattoria di una comunità per persone disagiate sul Cremasco.

Se un anno fa non avesse trovato rifugio al piccolo ranch di Zanica, sarebbe stata sicuramente venduta a un macello. E una fine non certo migliore avrebbe fatto l’asinella Cica, sette anni, arrivata solo un mese fa: il suo proprietario, un contadino, si è infatti ammalato e non riusciva più a provvedere a lei. C’è poi Silverado, un cavallo di 13 anni arrivato a marzo: apparteneva a un ragazzo che si è dovuto trasferire in Inghilterra per lavoro e non se l’è sentita di venderlo.

Adesso, nella loro nuova «vita» al Wild Horses Ranch, nella campagna che costeggia la provinciale Cremasca, Ginevra, Cica e Silverado fanno divertire ed emozionare i bambini e le persone diversamente abili che vengono gratuitamente a trascorrere qualche ora in mezzo alla natura con i loro genitori ed educatori.

Da tre anni, infatti, il Ranch si è costituito in associazione equestre dilettantistica e, da comune passione per i cavalli di una quindicina di soci volontari, si è nel tempo trasformato in un progetto sociale ed educativo. Oltre, ovviamente, a diventare una sorta di piccola fattoria per animali a rischio di abbandono, con tre pony, due caprette, due cani e tre gatti adottati che convivono in piena armonia con i 14 cavalli della scuderia, l’asinella e la scrofa.

Tutto è nato dalla tenacia dei cinque soci fondatori, Christopher Rossi (presidente), Laura Ferrari (vice), Mirko Rossi, Roberto Franbrosi e Claudia Comotti. «Per noi questo non è semplicemente un hobby – spiega Laura – ma uno stile di vita. È stato quindi naturale passare dal dilettevole all’utile, decidendo di mettere a disposizione i nostri cavalli anche a chi non aveva questa opportunità, soprattutto bambini, ragazzi e chi vive situazioni di fragilità, facendo provare un’esperienza autentica, che favorisce l’educazione alla socialità, la prevenzione del disagio e l’armonia con la natura».

Così, nei mesi estivi, l’associazione ospita gli utenti disabili del centro diurno di Spirano (gestito dalla cooperativa Itaca di Martinengo) per alcune attività occupazionali, mentre a settembre si trasforma in un piccolo Cre per i bambini di Chernobyl con il progetto «I bambini di Mary» della Roncola, raccogliendo anche fondi per sostenerne il soggiorno in Italia: un’esperienza che va avanti da qualche anno e che ogni volta vede i piccoli ospiti entusiasmarsi mentre cavalcano i cavalli o danno da mangiare agli altri animali. Ma le attività sono davvero numerose e abbracciano anche il campo della sicurezza.

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