Mercoledì 24 Maggio 2006

Banda di albanesi sgominata a Romano
Avevano organizzato un «call center» della coca

«Il telefono, la tua dose». Era questo il motto di una banda di spacciatori di droga che operavano in particolare nella Bassa Bergamasca, sgominata a Romano di Lombardia, dai carabinieri della Stazione di Calcio in collaborazione con i colleghi del nucleo operativo e radiomobile di Treviglio.Sono finiti in carcere nella serata di ieri – arrestati in flagranza di reato - quattro extracomunitari di origine albanese, di età compresa tra 22 e 23 anni, tutti in regola con il permesso di soggiorno.Il quartetto, che si era organizzato per dedicarsi al traffico di sostanze stupefacenti, aveva escogitato un complesso ed ingegnoso sistema per poter smerciare la droga senza essere coinvolto e rischiare personalmente: le dosi, infatti, venivano ordinate via telefono dall’acquirente che poi, ad un ora convenuta con lo spacciatore di turno, passava a ritirare la droga nei pressi dell’abitazione in uso ai quattro a Romano. Insomma, una sorta di call center della cocaina, finalizzato a velocizzare le operazioni di smercio.Gli affari, secondo i risultati delle indagini dei carabinieri, andavano a gonfie vele: erano particolarmente numerose le telefonate che gli spacciatori ricevevano agli 8 telefoni cellulari, utilizzati per ingannare le forze dell’ordine: un sistema che consentiva alla banda di vendere parecchie centinaia di dosi ogni giorno, alimentando una fiorente e ricca clientela. Le indagini, supportate da pazienti servizi di osservazione hanno consentito ai militari della Stazione Carabinieri di Calcio di identificare tutti gli extracomunitari e l’abitazione nella quale avveniva il commercio.Nella nottata di ieri è scattato il blitz che ha permesso l’arresto in flagranza di reato dei quattro, il sequestro di 55 grammi di cocaina purissima ancora da «tagliare», numerose dosi già pronte per lo spaccio, un bilancino di precisione e 1.500 euro in contanti, presumibilmente l’incasso della giornata.I quattro albanesi sono finiti in carcere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.(24/05/2006)

g.francinetti

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