Bergamo e quell’estate del 1950 Quando la città ebbe la sua «Expo»
La «Mostra delle attività economiche e produttive»

Bergamo e quell’estate del 1950
Quando la città ebbe la sua «Expo»

La «Mostra» si tenne tra l’agosto e il settembre del 1950 nell’edificio che ora ospita l’Istituto Vittorio Emanuele 2°, in piazzale Alpini, allora chiamato un po’ pomposamente Palazzo degli Studi.

La «Mostra delle attività economiche e produttive», così venne presentata la manifestazione, si limitò al territorio provinciale presentando 300 espositori in tutto. Ma lanciò un segnale. Il numero dei visitatori andò oltre ogni previsione più azzardata: ben 200.000 persone si aggirarono nei padiglioni che rimasero aperti per 18 giorni, dal 26 agosto al 12 settembre. Si calcolò un giro d’affari per alcune centinaia di milioni, cui andavano aggiunte ordinazioni per cifre non inferiori.

Il successo stupì la città e richiamò l’attenzione della stampa nazionale. L’economia era in crescita in una provincia nota soprattutto, salvo le eccezioni del settore manifatturiero e della siderurgia, per la forte emigrazione. Se ne accorse anche Roma. Al ministro dell’Industria e Commercio Giuseppe Togni, invitato per l’inaugurazione ufficiale, si affiancò il ministro del Commercio Estero Ivan Matteo Lombardo, il quale non lesinò negli elogi: «Non credevo di trovare tanto. Non credevo che i bergamaschi fossero così potenti e volitivi nelle loro affermazioni».


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