Venerdì 16 Ottobre 2009

Bergamo tra disagio e povertà
In 17 mila hanno chiesto aiuto

Sono 17.272 le persone povere che in un solo anno si sono rivolti ai Centri di aiuto alla vita, alle Conferenze San Vincenzo e ai Centri di primo ascolto parrocchiali in cerca di un aiuto di vario genere. È la prima volta che la Caritas diocesana bergamasca realizza una ricerca così capillare sulla povertà nella Bergamasca, che rimanda uno spaccato verosimile della situazione.

I dati verranno presentati sabato, in occasione della Giornata mondiale della lotta alla povertà, in un convegno dal titolo «Rassegnarsi alla povertà?». L’incontro, aperto a tutti, si terrà all’auditorium dell’Istituto Palazzolo delle Suore delle Poverelle, dalle 9,15 alle 12,30. Interverrà il vescovo Francesco Beschi dopo gli interventi di Marco Zucchelli, che ha curato con Livia Brembilla la raccolta e la lettura del fenomeno povertà a Bergamo e Ivo Lizzola, preside della facoltà di Scienze della formazione che riflette su cosa significa vivere la prossimità oggi a Bergamo.

La ricerca ha coinvolto 136 enti che in un anno hanno avvicinato 17.272 persone (6.211 solo dalle Conferenze San Vincenzo). Di queste 5.860 si sono avvicinate per una richiesta di aiuto per la prima volta. «Un dato dalla duplice lettura – sottolinea subito Zucchelli –: ci dice che ci sono oltre 10 mila persone che rappresentano uno zoccolo duro della povertà a Bergamo. Che fare, rassegnarsi? E soprattutto: evidentemente nel sistema di welfare avviato fino a oggi c’è qualcosa da rivedere. L’assistenzialismo non è una risposta sufficiente. D’altra parte ci sono anche più di 5.000 persone che per la prima volta hanno chiesto aiuto ai Centri di ascolto parrocchiale e alle Conferenze San Vincenzo sul territorio. Sappiamo che quando si rivolgono a questi sportelli hanno già tentato tutte le strade: per esempio si sono già rivolti ai Servizi sociali competenti e quindi sono, diciamo così, all’ultima spiaggia».

L’identikit del «povero» nella Bergamasca è donna nel 56,9% dei casi, coniugato in un caso su due e di un’età compresa tra i 31 e i 61 anni nel 48,7% delle richieste. Il 10,3% delle famiglie incontrate dalle San Vincenzo chiede ascolto perché vive una condizione di solitudine profonda. Una povertà emergente del nostro territorio è l’esclusione sociale: è una condizione vissuta in termini privati e individuali non un fatto condiviso e affrontato a livello comunitario.

Per saperne di più leggi L'Eco in edicola venerdì 16 ottobre

a.ceresoli

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