Blitz del Comune a Stezzano
Chiuse le piscine Wet Life

Blitz a Stezzano alla Wet Life: chiuse le piscine. Dovrebbe rimanere aperto solo il bar ristorante. Il sindaco: ora l’inventario, si riparte l’8 settembre. Ma l’ex gestore fa sapere: danno agli utenti, già fatta la denuncia.

È giunto il momento dell’epilogo per la controversa vicenda relativa al centro natatorio Wet Life di Stezzano. Ieri infatti è uscita definitivamente dai giochi la Co&Partners Srl, che stava gestendo l’impianto dal settembre 2012 dopo il fallimento della Sogisport Srl, la prima società che prese in mano la piscina.

Le redini del centro passano ora nelle mani del Comune, che il 27 dicembre 2013 risolse formalmente la convenzione per la concessione del centro con la Co&Partners diventandone titolare e il 23 giugno scorso comunicò in Consiglio di aver deciso di affidare la gestione della piscina a una società partecipata interamente dal Comune, non senza qualche mugugno dei gruppi di minoranza.

Il sindaco Elena Poma, con un’ordinanza emessa martedì 19 agosto, ha comunicato alla società Co&Partners che entro le 10 del giorno successivo (ieri) si sarebbe dovuto provvedere allo sgombero dell’immobile, ma i titolari della Co&Partners non hanno provveduto a eseguire le operazioni. È stato dunque il Comune di Stezzano stesso a provvedere a sgomberare l’edificio con ordinanza del segretario comunale, in presenza della polizia locale e di una pattuglia dei Carabinieri di Stezzano, intervenuta in quanto si sono verificate (e subito contenute) situazioni di pericolo per i beni presenti nella struttura.

La piscina ora rimarrà chiusa insieme, probabilmente, a tutti gli altri servizi ad eccezione del bar-ristorante che dovrebbe rimanere in attività. «Presso il Centro natatorio sarà già da domani (oggi, ndr) presente personale incaricato di accogliere l’utenza e fornire le informazioni necessarie, nonchè indicazioni sull’attività della prossima stagione, che prenderà con tutta probabilità inizio l’ 8 settembre –ha spiegato il sindaco Elena Poma –. In queste ore si sta procedendo all’inventario dei beni risultanti dalla concessione risolta,alla descrizione dello stato di conservazione dell’immobile e dello stato di conservazione e di funzionamento degli impianti e dei relativi macchinari, nonché alla riconsegna al Comune».

Decisamente contrariato invece l’amministratore delegato di Co&Partners Enrico Cremonesi che, rientrato dalle ferie per capire cosa stesse succedendo, ha spiegato: «Questo è uno sfratto e abbiamo già presentato un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare quanto accaduto. È vero che da febbraio ad oggi siamo rimasti in carica senza titolo, ma è anche vero che comunicazioni concrete, tempestive e serie da parte del sindaco non ci sono mai arrivate, e noi abbiamo sempre agito per il bene degli utenti che ora si ritrovano invece spiazzati e con abbonamenti pagati in essere ma senza la possibilità di sfruttarli. Non abbiamo provveduto allo sgombero perchè in una notte ci era impossibile, eppure il sindaco ha pensato bene di entrare comunque anche nella nostra sede legale che si trova lì e di impossessarsi di fatto dei nostri macchinari che equivalgono a circa 800.000 euro: tanto era stato l’investimento quando siamo entrati in carica noi».

Lo scorso 17 febbraio il Comune avrebbe dovuto aprire le buste di un bando di gara indetto per una gestione provvisoria ma questo non avvenne per una serie di ricorsi in ballo tra Comune e Co&Partners successivamente vinti dall’amministrazione comunale sia per decisione del Tar, sia del Consiglio di Stato.

«Avevamo fatto anche noi la nostra proposta – spiega Cremonesi – proponendo al sindaco di versare mille euro al giorno per continuare a gestire la piscina. Invece ora rimangono di fatto disoccupati 70 dipendenti e il servizio rimarrà bloccato a lungo».n

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