Giovedì 01 Novembre 2007

Blitz in palestra, trovati anabolizzanti per cavalli

C’erano anche sostanze che i veterinari somministrano ai cavalli tra gli anabolizzanti che i carabinieri di Zanica hanno sequestrato nell’inchiesta scattata dopo la morte di Bruno Bugnotto, il culturista di 34 anni trovato morto nella sua abitazione di Grassobbio lo scorso 20 ottobre. Nell’inchiesta una persona è stata iscritta nel registro degli indagati con le accuse di detenzione e cessione di sostanze vietate. Il confronto delle sostanzePer sapere, però, se l’indagato e le sostanze dopanti sequestrate dai militari c’entrino – e in che modo – con la morte del trentaquattrenne, si dovrà tuttavia attendere l’esito dell’esame tossicologico dei campioni di tessuto prelevati durante l’autopsia del culturista, disposta dal pubblico ministero Maria Esposito per far luce sul decesso di Bugnotto. I risultati dovrebbero arrivare tra un paio di mesi: l’autopsia aveva subito confermato soltanto la morte per arresto cardiocircolatorio del trentaquattrenne. In attesa di avere conferme sul fronte scientifico, i carabinieri della stazione di Zanica hanno comunque avviato una serie di accertamenti nell’ambito delle strutture sportive che il culturista, di professione imbianchino, frequentava quotidianamente da qualche anno. I militari avevano fin da subito ipotizzato che il decesso di Bruno Bugnotto potesse essere in qualche modo collegato all’uso di sostanze dopanti, visto che nella sua abitazione di via Vespucci erano stati trovati diversi flaconi di integratori vitaminici e antiossidanti. Il blitz nella palestra e a casaLe attenzioni dei militari agli ordini del maresciallo Bruno Tanieli si sono concentrate in particolare su una palestra dove, martedì sera, sono stati trovati e sequestrati dei flaconi di caffeina del tutto simili a quelli che c’erano in casa di Bugnotto. Dopo la palestra, i carabinieri hanno esteso la perquisizione anche all’abitazione di un quarantenne bergamasco, sulla cui identità i militari hanno tuttavia mantenuto il più stretto riserbo in attesa dello sviluppo delle indagini, ma che potrebbe essere il titolare o il gestore della stessa struttura sportiva dove è scattato il blitz. Nella sua abitazione sono stati scoperti parecchi altri flaconi di varie sostanze da assumere per via intramuscolare. Etichette straniere sui flaconiTra questi – hanno riferito i militari – per esempio il «Winstrol», lo stanozolo, il mesterolone, dei diuretici e la caffeina. Molte delle confezioni riportano un’etichetta con testi non in italiano, dunque i carabinieri ipotizzano che la provenienza delle sostanze sia straniera: a tal proposito sono in corso ulteriori accertamenti. Le stesse sostanze sequestrate – di alcune è vietata la vendita se non per particolari scopi, come per esempio l’uso in ambito veterinario – verranno inoltre analizzate e confrontate con gli esiti degli esami sui tessuti di Bugnotto. Nessuna delle confezioni riportava inoltre il logo «Free doping», che è invece obbligatorio. La detenzione e l’uso di questo genere di sostanze anabolizzanti è regolato da alcune tabelle stilate dal ministero della Salute e contenute nella legge 376 del 2000, che specifica anche i livelli di rischio. Scatola magnetica sotto il tavolo«Che le sostanze fossero vietate – ha spiegato il capitano Domenico Cristaldi, comandante della compagnia dei carabinieri di Bergamo – è confermato dal fatto che alcune fiale, compresse e capsule le abbiamo trovate chiuse in una scatola in plastica che l’indagato aveva nascosto "attaccandola" sotto il tavolo di casa, dopo aver applicato una calamita». Amminoacidi, siringhe, fiale e integratori – molti dei quali risultati non commercializzabili in Italia e probabilmente comprati sul mercato nero – sono stati posti sotto sequestro dai militari che, per il momento, non hanno invece messo i sigilli alla palestra, in attesa dello sviluppo delle indagini. L’uso di queste sostanze, soprattutto se contemporaneo, può generare dipendenza: per questo anche l’interruzione improvvisa dell’assunzione potrebbe causare seri danni all’organismo. (01/11/2007)

e.roncalli

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