Bombe, attentati, tanti morti e soldi Di tutto negli sms all’imam di Zingonia

Bombe, attentati, tanti morti e soldi
Di tutto negli sms all’imam di Zingonia

Sono scattati sabato 25 aprile gli interrogatori dei dieci stranieri arrestati venerdì dalla Digos di Sassari che facevano parte di una cellula terroristica legata ad Al Qaida che aveva al vertice il capo della comunità pakistana di Olbia, Sultan Wali Khan, e l’imam di Bergamo e Brescia Hafiz Muhammad
Zulkifal.

I dieci pakistani e afghani sono accusati a vario titolo di strage, associazione a delinquere finalizzata al terrorismo e all’immigrazione clandestina. Il pubblico ministero Danilo Tronci e il gip Giorgio Altieri, che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare, sono a Foggia per interrogare uno dei dieci, Yahya Khan Ridi, di 37 anni, arrestato ieri nella cittadina pugliese.

È solo il primo degli interrogatori che proseguiranno nel corso della prossima settimana. Intanto emergono nuovi particolari nell’inchiesta. Nelle pagine dell’ordinanza sono elencati tutti gli attentati commessi dall’organizzazione. Vengono contestati all’imam di Bergamo, al capo spirituale della comunità pakistana a Olbia, a Niaz Mir, il 41enne pakistano arrestato a Roma, e proprio al 37enne rintracciato in Puglia che verrà interrogato, aver concorso nell’organizzazione e nell’esecuzione oltre dell’attentato del 28 ottobre del 2009 al mercato di Peshawar, che costò la vita a 100 persone, di un’altra strage l’11 marzo 2011 nel mercato di Dera Murad Jamali, in Pakistan, che provocò la morte di tre persone e il ferimento di altre 25, fra cui alcuni agenti di polizia impegnati nella scorta di un convoglio di un’azienda petrolifera. Contestato anche il sabotaggio, con una bomba, delle linee elettriche pakistane in Quetta, Beluchistan e Khyber Pakhtunkhwa il 14-15 agosto 2011.

Ma l’elenco prosegue: un attentato ai danni di un’auto della polizia pakistana a Bakra Mandi in cui un agente morì e un altro rimase ferito, il 12 novembre 2011; l’attentato lo stesso giorno a Bannu ai danni di una scuola femminile in cui rimase ferita una donna; il sequestro e l’omicidio di quattro membri dell’apparato di sicurezza pakistano a Pir Chanbal, sempre il 12 novembre 2011, e infine un altro attentato ai danni di un veicolo della Polizia pakistana a Charsada lo stesso giorno.

Le azioni terroristiche contestate alla cellula sgominata ieri dalla Digos di Sassari emergono chiaramente tra le pagine dell’ordinanza firmata dal Gip, Giorgio Altieri. In particolare vengono riportati una serie di sms inviati il 19 novembre 2011 da una persona non identificata a Hafiz Muhammad Zulkifal, imam di Bergamo e Brescia. Messaggi che, letti uno dopo l’altro, come sottolineato dallo stesso Gip, formano un discorso unico. «Signor Hafiz Maulana. Grazie a Dio e come volevate voi abbiamo fatto tante commissioni di successo in Pakistan, oltre queste c’è anche quella del Khulasathan - si legge negli sms -. Vogliamo indicarti questi: noi abbiamo fatto un attentato con successo al posto di blocco della Polizia a Charsada. Abbiamo lanciato le granate su Swat in quello loro... e due sue persone sono state ferite. Noi abbiamo fatto un attentato con successo in Dera Murad Jamali e abbiamo spedito tre persone all’inferno».

E gli sms, riportati nelle pagine dell’ordinanza, proseguono entrando anche nei dettagli: «Per distruggere il sistema elettrico noi abbiamo fatto saltare tre tralicci con esplosioni in Kohlu. Nell’uccisione con successo, abbiamo spedito all’inferno il capo dell’ente Wapda. In Swabi con esplosioni di due bombe abbiamo distrutto, abbiamo fatto saltare con un’esplosione anche una scuola in Bannu. I militari che abbiamo catturato nell’operazione contro di noi li abbiamo ammazzati. I nostri 5 sathi sono diventati martiri».

Nei messaggi c’è anche la richiesta di finanziamento: «Grazie a Dio e come volevate voi abbiamo fatto tante commissioni di successo in Pakistan - si legge ancora - tra quelle cose che abbiamo fatto noi per te, tra questi ci sono oltre i Kamikaze, attentati e Target killing questi i dettagli più importanti. Per favore manda 50... manda milioni, perché noi abbiamo molto bisogno di finanze...Grazie».


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