Bonate Sopra: arrestato l’operaio A mezzanotte era tornato in  ditta

Bonate Sopra: arrestato l’operaio
A mezzanotte era tornato in ditta

È stato arrestato Massimo Strazzullo, l’operaio 44enne che martedì 17 febbraio alle Ghiaie di Bonate Sopra - evidentemente in preda a un raptus di follia - aveva accoltellato la moglie, picchiato i figli e rapinato una parrucchiera.

Il 44enne si è presentato verso mezzanotte nella ditta in cui lavora. Sono stati chiamati i carabinieri che hanno arrestato l’operaio.

Una sedia rovesciata, la tovaglia buttata a terra, la tv ancora accesa. E sangue, parecchio sangue dappertutto. Tanto che è sufficiente seguire le macchie rosse per terra per ricostruire il tentativo disperato di una casalinga quarantenne, Rosetta Muscerino, di sfuggire alla furia del marito Massimo Strazzullo, operaio di 44 anni, che ieri all’ora di pranzo, nel loro appartamento di viale Padania alle Ghiaie di Bonate Sopra, le ha sferrato due coltellate, una all’addome e l’altra alla gamba.

Il raptus di follia alle Ghiae di Bonate Sopra

Il raptus di follia alle Ghiae di Bonate Sopra
(Foto by Yuri Colleoni)

Dopodiché ha aggredito i loro due figli, ferendo alla mano destra Cristian (vent’anni, che tentava di disarmarlo) e dando una ginocchiata dritta in viso a Marika (21 anni), che cercava (invano) di riportare alla calma il genitore scagliatosi come una furia addosso al personale del 118 che soccorreva la moglie in mezzo alla strada. Poi Strazzullo – sporco di sangue sui vestiti, sulle mani, sul viso – è salito sulla Renault Megane di famiglia e si è dileguato. Nella mezz’ora successiva (tra le 13,30 e le 14 di ieri) è stato visto due volte, per poi sparire.

Prima in un negozio di parrucchiera di Brembate Sopra, dove ha rapinato la titolare dell’incasso. E poi nella ditta dove lavora come capoturno, ad Almenno San Bartolomeo. Si è lavato e, senza spiegare al titolare perché grondasse sangue, lo ha salutato dicendogli: «Ciao, ci vediamo tra vent’anni». Infine è scomparso nel nulla e, dalle due di ieri pomeriggio, era ricercato in tutta la Bergamasca (e anche fuori): deve rispondere delle accuse di tentato omicidio e rapina. Nella notte l’arresto. Il 44enne non aveva mai avuto, in precedenza, problemi con la legge. La moglie Rosetta si trova invece ricoverata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in prognosi riservata. Nel pomeriggio di ieri è stata anche sottoposta a un delicato intervento chirurgico, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Il figlio Cristian è stato invece medicato alla mano e subito dimesso, mentre la figlia Marika è stata visitata dal personale del 118 ma non si è dovuta recare in ospedale. Ma cos’è successo poco dopo l’una di ieri pomeriggio, nell’appartamento al pianterreno della palazzina al civico 27 di viale Padania, in un ordinato quartiere residenziale? Pare non fosse la prima volta che la coppia litigava: impossibile, ieri, per gli inquirenti ricostruire con chiarezza il motivo dell’ennesima lite (nelle prossime ore, quando i medici lo consentiranno, verrà ascoltata Rosetta in ospedale).

Forse la gelosia, forse problemi in casa. Fatto sta che Massimo Strazzullo (originario di Napoli come la moglie, ma entrambi nella Bergamasca da oltre vent’anni) ha afferrato un coltello da cucina e, di fronte ai due figli, sferrato le due coltellate alla moglie Rosetta. La prima all’addome. La seconda a una gamba. Cristian ha cercato di fermare la furia del padre, mentre sua mamma, che non ha perso i sensi, si è spinta nell’androne di casa ed è uscita chiedendo aiuto.

In un piazzale a una ventina di metri dal cancello della palazzina era parcheggiata la Megane di famiglia: Rosetta Muscerino l’ha raggiunta, si è messa al volante nonostante perdesse parecchio sangue e si è allontanata, probabilmente per recarsi da sola in ospedale. Dopo trecento metri si è però resa conto che le forze cominciavano ad abbandonarla: è dunque tornata verso casa, dov’è stata soccorsa dai figli che avevano già chiamato il 118.

In strada è sceso anche Massimo Strazzullo, che ha discusso con alcuni vicini (a loro volta usciti di casa per il trambusto) e poi aggredito il personale del 118. Dopodiché è salito sulla stessa Megane e si è allontanato, pochi attimi prima dell’arrivo dei carabinieri di Ponte San Pietro. La moglie è stata stesa a terra su un marciapiede, in una pozza di sangue. Ora è grave in ospedale.


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