Bonifica, cartelle con il mav bancario Tassa: +1,72%, ma spese azzerate

Bonifica, cartelle con il mav bancario
Tassa: +1,72%, ma spese azzerate

Aumenta il contributo da pagare al Consorzio di bonifica della Media Pianura Bergamasca, ma il contribuente non dovrebbe accorgersene. O almeno, questo è quello che sostiene il presidente del Consorzio, Franco Gatti.

«Per quest’anno - spiega - abbiamo scelto di aumentare il contributo dovuto dell’1,72%, per affrontare un investimento di 5 milioni di euro che verrà fatto sul territorio. L’obiettivo è quello di eliminare alcune problematiche che abbiamo riscontrato negli ultimi anni, con opere che interesseranno tutta la provincia (e verranno definite nel dettaglio e approvate dal Consiglio di amministrazione nelle prossime settimane). Si passerà quindi da interventi di sola manutenzione, a quelli di investimento, ma questo sui contribuenti non sarà visibile (se non in modo impercettibile) perché verrà ammortizzato dai costi di riscossione, che quest’anno saranno pari a zero. Un ottimo risultato, secondo noi, perché siamo riusciti a trasformare spese improduttive in un investimento tangibile sul territorio».

I costi di riscossione saranno azzerati dal cambiamento del metodi di riscossione. «Cerchiamo di fare tesoro - spiega Mario Reduzzi, direttore generale del Consorzio - dell’esperienza degli anni scorsi e cerchiamo di fornire un buon servizio, per limitare al massimo i disguidi. Proviamo ad andare incontro all’utente rendendo l’operazione più agevole possibile». «Nell’ultimo anno - continua il presidente - abbiamo affinato il sistema di riscossione. Due anni fa abbiamo preso la decisione di abbandonare Equitalia (il cui compenso per l’esattore era pari a euro 2,58); il primo anno ci siamo affidati ai bollettini postali, quest’anno abbiamo scelto di fare un ulteriore passo verso il contribuente scegliendo di affidarci al mav bancario, strumento che non ha costi aggiuntivi, commissioni. Questa scelta ci permetterà un risparmio in commissioni stimate per circa 400.000 euro».


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola martedì 28 aprile

© RIPRODUZIONE RISERVATA