Bossetti in Tribunale non parla
I legali: Dna, si annulli la relazione Ris

Al tribunale del Riesame di Brescia si è discusso l’appello presentato dai legali del presunto omicida di Yara Gambirasio. Massimo Bossetti, emozionato, non ha parlato.

Gli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni hanno presentato appello contro l’ordinanza con cui il gip Ezia Maccora aveva rigettato l’istanza di scarcerazione.

In attesa di capire se contro il carpentiere di Mapello si arriverà al dibattimento, al Tribunale di Brescia (nella foto) per Bossetti è stato una sorta di debutto in aula. Il collegio è formato da tre giudici, lo stesso che nei giorni scorsi ha autorizzato la traduzione dal carcere per il muratore di Mapello che aveva chiesto di presenziare all’udienza. Poco dopo mezzogiorno, gli avvocati Gazzetti e Salvagni sono arrivati in Tribunale a Brescia, in attesa del loro assistito che qualche minuto dopo è entrato in aula da un ingresso secondario e lontano dagli occhi dei curiosi. Alle 12,25 è iniziata l’udienza, a porte chiuse.

I legali del muratore, al loro arrivo, si sono limitati a spiegare che Bossetti ha voluto presenziare all’udienza.

È comunque un passaggio importante, una sorta di mini-sentenza: se i giudici confermassero la custodia in carcere, si tratterebbe di un ulteriore giudizio (sia pur cautelare) rispetto alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza fin qui raccolti dalla procura contro Bossetti.

L’udienza si è conclusa poco prima delle 14. Bossetti visibilmente emozionato non ha parlato. I difensori di Massimo Bossetti hanno chiesto, nel corso dell’udienza che sia dichiarata la nullità della relazione del Ris sulla scorta della quale è stato attribuito a Bossetti il Dna di ignoto 1, trovato sul corpo di Yara Gambirasio.

Bossetti è apparso «provato da oltre 4 mesi di isolamento, ma attento a quanto stava succedendo in udienza» hanno detto i suoi avvocati, Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni. «Ha voluto essere presente per avere il polso della situazione - hanno spiegato i legali - e, con la sua presenza, ha inteso ribadire la sua innocenza»

Ora la parola passa ai giudici che dovranno pronunciarsi entro il 21 ottobre.

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