Caldo, non è boom nei pronto soccorso Se sale la temperatura calano le richieste
Gli accessi nei pronto soccorso in base alla temperatura percepita

Caldo, non è boom nei pronto soccorso
Se sale la temperatura calano le richieste

Forse sarà anche in parte dovuto al fatto che più fa caldo e più la gente tende ad andare in vacanza. Negli ospedali di Treviglio, Romano, Calcinate e San Giovanni Bianco un’indagine ha confermato che all’aumentare della temperatura percepita corrisponde un calo del numero di coloro che si presentano al pronto soccorso.

L’indagine sugli accessi al pronto soccorso è stata avviata dal direttore sanitario dell’A.O. di Treviglio, Santino Silva, dopo che la stampa ha dato rilievo al boom di richieste di aiuto da parte di pazienti per i cosiddetti colpi di calore.

Sono stati confrontati i dati sugli accessi ai pronto soccorso nel mese di luglio degli anni che vanno dal 2006 al 2015: i dati sono stati analizzati e incrociati con quelli relativi alla temperatura media, temperatura massima, umidità relativa media, dello stesso mese registrati per la Provincia di Bergamo.

Da questi dati è stata ricavata la temperatura percepita, ossia la sensazione di «caldo» o di «freddo» che viene avvertita; essa è dovuta non solo alla temperatura effettiva, ma anche ad altre condizioni ambientali.

Nel grafico (in alto) è illustrato l’andamento del numero di accessi totali (scala a sinistra) e della temperatura mediamente percepita (scala a destra). Da ciò, spiegano dall’Azienda Ospedaliera appare evidente che ad un aumento della temperatura percepita si rileva una diminuzione del numero complessivo di accessi ai pronto soccorso considerati.

Il fenomeno della riduzione degli accessi nel tempo risulta un fenomeno diffuso in tutti i pronto soccorso considerati come dimostrato dal successivo qui sotto.

Gli accessi nei pronto soccorso

Gli accessi nei pronto soccorso

Nel tempo - precisa l’indagine - è però variata la composizione dei pazienti che accedono ai pronto soccorso: mentre fino all’anno 2013 la fascia di età prevalente tra i pazienti era compresa tra 15 e 65 anni, da quell’anno è diventata prevalente la fascia di persone di età superiore ai 65 anni.

Considerando quindi solo questa fascia di età appare più evidente, anche se non statisticamente significativa, la relazione tra temperatura percepita e probabilità di accesso al pronto soccorso.


© RIPRODUZIONE RISERVATA