«Cara Trenord, adesso basta. Questa situazione non è normale»

«Cara Trenord, adesso basta.
Questa situazione non è normale»

La mail di Maria, pendolare esasperata: «Sono una pendolare della tratta Trenord «Verdello-Pioltello» costretta, ribadisco costretta, a prendere il treno e ad arrabbiarsi ogni giorno».

Sono stata pendolare per altrettanti 5 anni di Università a Milano e vi posso assicurare che la situazione è solo peggiorata. Treno delle 18.26 da Pioltello a Verdello di mercoledì 4 febbraio: segnalato sul tabellone e magicamente soppresso alle 18,26 cioè treno annunciato come non effettuato al momento dell’arrivo in stazione.

Una situazione documentata da molti altri pendolari.

Alcuni decisamente esasperati

O ironici.

Ai quali l’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Sorte cerca di dare spiegazioni.

Cercando più o meno di convincerli...

Ma torniamo al racconto della nostra pendolare. Attendiamo nella stazione di Pioltello, stazione fantasma che stanno rattoppando senza nessuna sala d’attesa, ripeto nessuna, costretti quindi a star al freddo. Attendiamo il treno successivo, cioè il 18 ,56 che arriva in ritardo di 5 minuti, pieno da non riuscire a muoversi ma impresa ardua soprattutto entrarci.

Detto ciò, scendo alla stazione di Verdello e mi dirigo dal capo treno facendogli i cari complimenti (in maniera ironica) per il servizio da loro offerto. Mi guarda e sogghigna dicendo che hanno soppresso il treno e che era normale ci fosse molta gente,ma soprattutto che non è colpa loro e quindi non possono farci nulla. Trenord sa già tutto. Appunto, «normale» è la parola che molto spesso è usata ma io credo che non sia normale un servizio del genere, che servizio non è.

All’estremo del ridicolo, ci ritroviamo ad avere i prezzi aumentati di 2 euro e 50 centesimi da settembre senza motivo o meglio a discapito dei fondi pubblici dobbiamo rimetterci noi per un servizio inesistente da tempo. Ogni mese io sono costretta a pagare i miei 65 euro con puntualità e loro? La puntualità? Il servizio? Dove sono? Senza considerare poi che quando ti rivolgi al capotreno e gentilmente chiedi se il riscaldamento è funzionante (dopo una settimana che si viaggia a riscaldamento spento a gennaio) ti viene risposto che se voglio mi devo alzare e cambiare carrozza, con tono sgarbato e menefreghista. Il tutto dopo aver soppresso senza problemi un treno delle 7,40 da Verdello a Pioltello e dopo aver aspetto 30 minuti il successivo senza riscaldamento.

Io credo che sia inammissibile che questo passi per normale e credo che ben poco a volte si faccia per stare dalla parte del pendolare, esasperato da questi disagi, perché paghiamo un servizio e questo è inesistente. In un Paese civile, credo che questo sia il minimo da chiedere.


© RIPRODUZIONE RISERVATA