Caritas, non solo alimenti  Alle Grazie vestiti usati a 1 euro
Il mercatino dei vestiti alle Grazie

Caritas, non solo alimenti

Alle Grazie vestiti usati a 1 euro

Non solo alimenti al Centro caritas parrocchiale. Monsignor Ottolini: aiuti quadruplicati in 4 anni.

È lunga la fila delle persone che ogni martedì mattina attende di poter accedere alle sale della parrocchia di Santa Maria Immacolata delle Grazie. Alle dieci le porte si aprono, entrano una ottantina di uomini e donne che poi aspettano pazientemente il proprio turno per ricevere la borsa alimentare. All’interno pasta, riso, latte, prodotti a lunga conservazione, ma anche frutta, verdura, formaggio e pane. «I prodotti ci vengono dati dal Banco alimentare e da negozianti che li mettono a disposizione; i prodotti freschi da altre persone di Nembro con cui è in contatto il vice parroco don Vinicio Corti; il pane è donato dai fornai vicini» spiega la referente del Centro Primo Ascolto Caritas.

Oltre alle persone che arrivano il martedì, spesso attraverso il passaparola, la parrocchia segue una ventina di famiglie: «Sono nuclei con 4/5 membri, con loro c’è un rapporto più continuo; li aiutiamo, oltre che con pacchi alimentari più consistenti, con il pagamento di bollette, tasse scolastiche dei figli, libri, farmaci» continua Rita. Ma anche il martedì le persone vengono «registrate»: molti si presentano ogni settimana, altri più occasionalmente. A nessuno si dice di no. «Da ottobre scorso sono passate dalla parrocchia almeno 300 persone; distribuiamo una media di ottanta borse per un valore complessivo di 16 mila euro all’anno» chiarisce Rita. La maggioranza sono stranieri: ucraine, albanesi, in particolare boliviani e in pochi casi sono parrocchiani: La parrocchia si trova nel centro della città; chi abita qui ha una situazione più stabile ed economicamente non precaria. «Ma se prima erano solo straniere le persone che si rivolgevano a noi – dice Fernanda della San Vincenzo –, ora ci sono anche italiani». Attraverso l’impegno in particolare di Fernanda una volta al mese si distribuiscono anche vestiti a una cifra simbolica di 1-2 euro. Non per voler ricavare qualcosa, quanto per dare«valore» a ciò che viene offerto. In quattro anni il numero di chi bussa in parrocchia è quadruplicato.


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