Mercoledì 11 Giugno 2008

Casa di riposo di via Gleno l’accordo c’è, ma senza la Uil

«Un passo importante verso il rilancio della Casa di Riposo di via Gleno»: così Mario Gualeni, vicepresidente della Fondazione Santa Maria Ausiliatrice, e Fabrizio Lazzarini, direttore generale, hanno definito l’accordo tra Fondazione e Sindacati Cgil e Cisl sull’attuazione del piano di risanamento aziendale. La Uil non ha invece firmato, perché contraria al passaggio di alcuni lavoratori alla società apaltatrice dei servzii alberghieri. La struttura tra Rsa e riabilitazione conta 486 ospiti e negli ultimi anni ha registrato perdite consistenti, nell’ordine di due milioni di euro all’anno. Il cda della Fondazione Santa Maria Ausiliatrice ha approvato nel novembre 2007 un documento di risanamento aziendale, a partire dal quale è iniziata una difficile trattativa con i sindacati. La conclusione è l’accordo presentato ieri, secondo il quale in primo luogo la Fondazione, «a seguito dell’impegno di non esternalizzare il reparto di assistenza si impegna a stabilizzare il personale precario assunto a tempo determinato», in tutto quindici Asa. Il personale addetto ai servizi alberghieri (cucina, lavanderia, guardaroba, servizi vari e dispensa) attualmente alle dipendenze della Fondazione, passerà alla società che già di fatto gestisce il servizio. Per questi lavoratori è stato comunque preso l’impegno di mantenere le condizioni in essere, compresa la sede di lavoro. Gli esuberi dopo le trattative sono stati infine quantificati in 15 unità: persone che, secondo l’accordo «resteranno in servizio per un tempo utile a garantire un’adeguata ricollocazione nel sistema produttivo del territorio». Infine anche da parte dei lavoratori c’è una significativa «assunzione di responsabilità» nei confronti dell’azienda che si traduce di fatto nella sospensione del «salario accessorio non obbligatorio» per finanziare i costi derivanti dall’accordo «e per contribuire al riequilibrio economico finanziario della Fondazione, garantendo in tal modo i livelli occupazionali»: un sacrificio per i lavoratori che si può quantificare in 250-300 mila euro all’anno. (11/06/2008)

a.ceresoli

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