Cashless City a 250 mila transazioni
Parlano i «pionieri» dell’iniziativa - Video

Avanti a passo di carica. Il primo mese dell’esperienza di Cashless City a Bergamo è al giro di boa e sono quasi 250 mila le transazioni finora effettuate con moneta elettronica.

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Considerato che l’obiettivo da raggiungere entro fine mese è quota 565 mila pagamenti senza ricorrere al contante, il traguardo sembra a portata di mano. E se verrà centrato sarà una vittoria per la città tutta, considerando che il premio di maggio è la realizzazione di uno spazio coworking al Lazzaretto.

La sfida si gioca così: la prima cosa da fare è andare sul sito di Cashless City e scaricare la fondamentale App. Per ogni acquisto compiuto con moneta elettronica bisognerà fotografare lo scontrino, e tanto basterà per essere subito in corsa per l’estrazione di premi. E lo stesso vale per l’esercente che ha effettuato la transazione.

Nel corso di questi primi 15 giorni ne sono già stati attribuiti diversi, giornalieri e settimanali, sia agli acquirenti che ai venditori. Ma attenzione, il contatore che troverete sul sito e che aggiorna in tempo reale il numero delle transazioni comprende tutte quelle effettuate e non solo gli scontrini fotografati tramite l’app. Ogni mese l’obiettivo cambia, e il primo da raggiungere è appunto uno spazio di coworking al Lazzaretto, individuato di concerto con il Comune.

Palafrizzoni che è partner dell’operazione voluta da Carta Sì, insieme a Visa, Mastercard, Ubi Banca, Banca Popolare e L’Eco di Bergamo. Una sfida anche culturale, che vede Bergamo prima città italiana in campo con l’obiettivo di ridurre al minimo l’utilizzo dei contanti. Una strada in salita, considerando che in Italia le transazioni elettroniche sono solo il 14,3% del totale, meno della metà rispetto agli altri Paesi europei. In Germania, Gran Bretagna, Spagna e Francia si arriva al 31,8%, mentre nei Paesi scandinavi (Norvegia, Svezia e Finlandia), si raggiunge il del 46,8%.

Difficile, ma non impossibile, la sfida di Cashless City, perché le abitudini si possono comunque cambiare. Basti pensare che in Italia i giovani tra i 16 e i 34 anni sembrano essere molto sensibili all’uso della moneta elettronica: il 30% ha affermato di aver rinunciato ad un acquisto non potendo pagare cashless, mentre il 20% si è recato in un altro esercizio. Complessivamente, il 70% degli intervistati ha dichiarato di preferire lo shopping in attività che accettano le carte di pagamento (carte di debito, carte di credito e prepagate).

Certo, il cambiamento culturale non è semplice, e lo confermano le esperienze dei 10 pionieri selezionati da Cashless City che, carta di credito alla mano, si stanno cimentando a raccontare il rapporto tra Bergamo e la moneta elettronica. Ecco alcuni racconti.

Comunque la vogliate vedere, «Cashless City» sta facendo parlare di sé. Prova ne è il fatto che giovedì sera l’esperienza bergamasca è stata oggetto di una domanda nel corso de «L’Eredità», il programma condotto da Carlo Conti su Rai 1. Il concorrente ha sbagliato la risposta, ma mai come in questo caso l’importante è partecipare.

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