Caso Volkswagen, mozione approvata La Lega: frode che penalizza i soliti noti

Caso Volkswagen, mozione approvata
La Lega: frode che penalizza i soliti noti

Approvata dal Consiglio Regionale la mozione relativa allo scandalo Volkswagen e alle possibili ricadute sul parco automobilistico lombardo.

In aula è intervenuto il consigliere regionale della Lega Nord, Roberto Anelli. «Appare evidente ha affermato Anelli - la corresponsabilità delle istituzioni europee rispetto al caso Volkswagen, cui si aggiunge l’inefficacia delle politiche di sorveglianza di competenza degli Stati membri in cui i veicoli sono prodotti. Ciò premesso, sembra doveroso rilevare che mentre l’Epa, agenzia statunitense per la protezione ambientale, indagava e metteva alla luce questo scandalo d’incredibile portata, i burocrati europei passavano le loro intense giornate lavorative a inventare regole e obblighi vessatori nei confronti di agricoltori, allevatori e piccole imprese italiane, chiudendo gli occhi dinnanzi all’atteggiamento fraudolento dei cosiddetti “poteri forti”».

«La verità è che oggi questa frode rischia purtroppo di penalizzare i soliti noti, ovvero i tanti operai delle fabbriche Volkswagen e delle imprese, anche italiane, che lavorano nell’indotto, oltre che i numerosi possessori di auto evidentemente difformi rispetto agli standard definiti in fase d’acquisto».

«L’accaduto può inoltre diventare occasione per una riflessione sulle politiche in materia di riduzione dell’inquinamento atmosferico; troppo spesso si è scelto infatti di scaricare gli oneri correlati ai nuovi standard ambientali direttamente sui cittadini; visto l’accaduto si potrebbe anche pensare che la progressiva introduzione di sistemi di riduzione delle emissioni sia stata occasione e strumento per avvantaggiare i grandi produttori, riducendo implicitamente la “vita utile” delle autovetture».

«Ultima riflessione: mentre ai nostri concittadini vengono continuamente chiesti sacrifici in termini economici, dall’altro l’Unione Europea che ci impone il rispetto di severi standard “dimentica” di vigilare sui grandi produttori di autoveicoli, rischiando di inficiare proprio le politiche attivate a livello locale».

Sulla vicenda è intervenuto il Movimento Cinque Stelle che ha chiesto il risarcimento danni per la Regione e di intensificare i controlli sull’inquinamento. Secondo il Movimento, non solo i cittadini coinvolti dallo scandalo ma anche la stessa Regione «deve essere risarcita dei danni causati all’ambiente e gli introiti vanno impiegati a sostegno del miglioramento della qualità dell’aria che tutti noi respiriamo», ha spiegato il consigliere regionale cinquestelle Gianmarco Corbetta. «Siamo di fronte a una vera e propria truffa di una casa automobilistica che ha abusato della fiducia dei consumatori e che ha fatto una operazione di “taroccamento” dei dati delle emissioni. Siamo soddisfatti che la Regione si è impegnata a intraprendere ogni azione possibile di risarcimento danni sia per i cittadini lombardi truffati che per se stessa, visti i danni causati all’ambiente. È opportuno colpire duro tutte quelle azioni che peggiorano l’ambiente, il superamento dei limiti di inquinamento dell’aria è una costante ogni anno per i lombardi, con extracosti per la salute intollerabili. Chi truffa deve pagare».

«La Regione Lombardia si è già attivata per ridurre le emissioni nocive dei veicoli a motore; basti pensare al fatto che abbiamo già esentato dal pagamento del bollo i mezzi meno impattanti sull’ambiente, come quelli a GPL e a metano. L’auspicio è che l’azione dell’assessorato all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile sia più incisiva rispetto alla tematica ambientale, sollecitando le risposte del Governo e della Comunità europea e, in particolare, che si attivi nella creazione di incentivi a favore dei mezzi meno inquinanti» commenta poi Carolina Toia, consigliere del Gruppo «Maroni presidente».

«È bene puntualizzare che, ad ora, non si possono definire “fuorilegge” le auto finite sotto accusa, dal momento che non si è ancora pronunciato in tal senso alcun organo ufficiale nazionale o comunitario – osserva Carolina Toia –. Per quanto riguarda la Regione, essa ha competenze diverse da quelle che le mozioni vogliono evidenziare e le iniziative che la stessa può mettere in campo sono limitate alle funzioni assegnate all’Ente. In particolare, in base alla Legge regionale 24 del 2006, Regione Lombardia, secondo i profili di competenza, esercita tutti i poteri attribuiti dalle norme comunitarie e statali in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria, al fine di prevenire e ridurre gli effetti dannosi per la salute umana e per l’ambiente nel suo complesso e soddisfare la finalità previste nella legge. Nel merito – conclude la consigliera – siamo d’accordo sul principio di introdurre una maggiore trasparenza e informazione ai cittadini e sull’azione di sensibilizzazione che Regione Lombardia saprà svolgere nei riguardi dello Stato e della Comunità europea».


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