Cesare Battisti arrestato in Bolivia «Presto in Italia per scontare l’ergastolo»
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Cesare Battisti arrestato in Bolivia
«Presto in Italia per scontare l’ergastolo»

Si è conclusa in Bolivia la latitanza di Cesare Battisti. L’Interpol lo ha catturato a Santa Cruz de la Sierra intorno alle 22 di sabato 12 gennaio, ora italiana.

Il latitante Cesare Battisti è stato catturato in Bolivia. Lo hanno riferito le autorità brasiliane. Battisti ha affermato Filipe G. Martins, consigliere speciale del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, «arriverà presto in Brasile e da qui sarà trasferito in Italia affinché possa scontare l’ergastolo, in base a quanto ha deciso la giustizia italiana». L’ex terrorista, secondo i media brasiliani, è stato arrestato a Santa Cruz de la Sierra.

Intorno alle 22 di sabato 12 gennaio (ora italiana) Battisti è stato arrestato da una squadra dell’Interpol. Era latitante dal dicembre scorso, quando gli era stato revocato lo status di residente permanente in Brasile.

Al momento del fermo sarebbe stato solo e non ha opposto resistenza. Indossava pantaloni e maglietta di colore blu, e un paio di occhiali per proteggersi dal forte sole e cercare, ulteriormente, di camuffarsi. Caricato in macchina e accompagnato in una caserma della polizia per le comparazioni tecniche (a cominciare dalle impronte), l’ex membro dei Proletari armati per il comunismo non ha aperto bocca.

L’estradizione di Cesare Battisti era stata firmata un mese fa dal presidente Michel Temer, che dal primo gennaio scorso ha lasciato il posto a Bolsonaro, vincitore delle ultime elezioni presidenziali, che aveva annunciato già in campagna elettorale l’intenzione di consegnare l’ex terrorista alle autorità italiane. Poi è arrivata, a metà dicembre, la decisione di farlo arrestare, presa dal Supremo tribunale federale (Stf), per evitare il pericolo di fuga in vista di un’eventuale estradizione. Ma Battisti aveva già lasciato il Brasile: a Cananea, sulla costa di San Paolo, dove risiede, non lo vedevano da novembre.

L’ex terrorista dei Pac, i Proletari armati per il comunismo, è stato condannato per quattro omicidi, due commessi materialmente, due in concorso: quello del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, quello del gioielliere Pierluigi Torregiani e del commerciante Lino Sabbadin, che militava nel Msi, uccisi entrambi da gruppi dei Pac il 16 febbraio 1979, il primo a Milano e il secondo a Mestre; e quello dell’agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Battisti si è sempre dichiarato innocente.


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