Cinghiali e nutrie, danni ingenti E un serio pericolo per i cittadini

Cinghiali e nutrie, danni ingenti
E un serio pericolo per i cittadini

Oltre cinquemila euro al giorno. Fosse uno stipendio ci sarebbe da essere contenti. Invece è la media dei danni provocati dagli animali selvatici in Lombardia, pari a circa due milioni di euro in un anno.

Il dato emerge da un’analisi di Coldiretti Lombardia su dati regionali in occasione del vertice di venerdì 10 luglio a Lodi fra la Coldiretti e l’assessore all’agricoltura Gianni Fava per valutare le possibili soluzioni all’invasione di nutrie, cinghiali, piccioni, cervi e corvi dalle Alpi al Po. Un assedio che ogni anno provoca oltre 500 incidenti stradali (più di uno al giorno) e 2.400 assalti ai campi, il doppio di dieci anni fa.

«Ormai non è più solo un problema degli agricoltori - spiega Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia -, infatti le nutrie stanno invadendo anche le strade più trafficate, mentre aumentano le incursioni dei cinghiali lungo il corso del Ticino fra Varese, Milano e Pavia. Nel Bresciano quest’anno un agricoltore è stato caricato e ucciso da un cinghiale che tentava di scacciare dal proprio campo, poco lontano dalla porta di casa. Serve un’azione congiunta con le istituzioni in grado di porre rimedio a questa situazione».

«Non solo i cinghiali si stanno moltiplicando di anno in anno‎ - rincara il presidente di Coldiretti Bergamo Alberto Brivio - causando danni sempre più ingenti alle imprese agricole, ma si stanno anche espandendo nelle aree montane, in particolare negli alpeggi della valle Seriana e valle Cavallina portando con se’ una scia di disastri. Lo stesso vale per le nutrie, che dalla bassa bergamasca sono ormai risalite verso la media pianura dove si stanno insediano in modo stabile, rovinando campi, canali e viabilità intrapoderale. Questi animali rappresentano un pericolo anche per i cittadini. A Caravaggio una donna è stata attaccata da una nutria. Negli ultimi tempi in montagna si stanno sviluppando in modo incontrollato anche i cervi che si stanno trasformando in una vera e propria calamità per gli agricoltori».

Nel vertice con l’assessore Gianni Fava la Coldiretti Lombardia ha quindi presentato una serie di proposte che vanno dalle misure di prevenzione (recinzione, trappole, prodotti repulsivi e animali da guardia) a quelle di contenimento e abbattimento controllato per eccesso di popolazione o di pericolo per l’uomo, con la possibilità di intervento anche da parte degli agricoltori che hanno l’abilitazione per la caccia, degli iscritti agli ambiti venatori e anche delle guardie giurate volontarie.

Le specie più dannose - spiega la Coldiretti Lombardia su dati regionali - sono i cinghiali che rappresentano quasi il 27 per cento del totale dei danni, nutrie e volpi pesano per oltre il 16,5 per cento, mentre corvi, piccioni e storni influiscono per quasi il 20 per cento.

Una nutria

Una nutria

Sugli oltre due milioni di euro di danni registrati ormai ogni anno in Lombardia, il 75% riguarda le attività agricole e il resto gli incidenti stradali, più di uno al giorno, oltre 500 all’anno, causati dagli animali. Ed erano appena 41 nel 2004. Il record negativo spetta a Varese e Sondrio con 129 schianti causati principalmente da cervi, caprioli e cinghiali, a seguire Pavia con 64 scontri, Como 59, Bergamo e Brescia 40, Cremona 34 (con il 50% a causa delle nutrie), Mantova 31, Lecco 6, Milano 5 e Lodi 4. Monza invece si è trovata sotto attacco di piccioni, storni e corvi per 14 volte.

Se si prendono in considerazione gli attacchi dei cinghiali alle attività agricole, in dieci anni sono triplicati passando dai 329 del 2004 ai 952 del 2013 per un totale di quasi mezzo milione di euro di danni. La classifica delle province più colpite vede al primo posto Brescia con 342 incursioni, Pavia 176, Bergamo 147, Lecco 94, Varese 80, Como 65, Sondrio 25, Milano 17, Lodi 4, Cremona 2.

Anche gli assalti delle nutrie -spiega la Coldiretti Lombardia - sono quasi quadruplicati passando dai 140 del 2004 ai 443 del 2013 con quasi 250mila euro di danni. Le province più colpite da questa sorta di ratto dei canali, sono Brescia con 244 incursioni e oltre 100 mila euro di danni, Milano con 108 attacchi e quasi 56 mila euro di danni e a seguire Pavia e Mantova con 29 episodi, Lodi 23, Cremona 6 e Bergamo 4. Mentre se si guarda alla sicurezza stradale, le nutrie sono responsabili di due incidenti ogni mese, concentrati in particolare a Cremona, Lodi e Brescia. «I dati in ogni caso riflettono solo una parte della realtà - conclude Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia - perché sempre più spesso gli agricoltori scoraggiati evitano di denunciare i danni».


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