«Colognola  non è la vittima sacrificale Gli aerei vanno equamente ripartiti»

«Colognola non è la vittima sacrificale
Gli aerei vanno equamente ripartiti»

Continua la polemica sui decolli da Orio al Serio: «Colognola non può essere la vittima sacrificale, e la vecchia rotta non sorvola comunque l’ospedale».

L’Associazione «Colognola per il suo futuro» non può «che concordare sul fatto che l’aeroporto sia sovradimensionato rispetto ai limiti imposti nel 2003 dal decreto di Valutazione di Impatto Ambientale (Via)».«Tuttavia osserva che troppo spesso, quando si invoca il rispetto del Via, si dimenticano altre prescrizioni tese ad orientare la crescita dell’aeroporto, in modo da mitigare l’impatto sugli insediamenti abitativi e sulla popolazione: lo sviluppo del traffico aereo sarebbe dovuto avvenire verso le aree meno antropizzate (cioè verso Est) ed in minima parte verso Ovest. Nel tempo, però, l’esponenziale crescita dell’aeroporto ha fatto sì che il 90% dei decolli avvenisse verso Ovest: proprio l’area più urbanizzata che, negli scenari ipotizzati dal Piano di Sviluppo Aeroportuale, “non doveva essere interferita”».

Striscioni di protesta a Colognola

Striscioni di protesta a Colognola

Il Comitato di Bergamo ed i Comitati dell’Est, che ora osteggiano la revisione delle rotte, sembrano aver dimenticato che essa è stata già effettuata nel 2009 (attuazione caldeggiata anche dal Comitato di Bergamo) ed ha convogliato la quasi totalità dei decolli proprio su Colognola, il territorio più pesantemente penalizzato: ne è prova il fatto che, nella zonizzazione acustica aeroportuale del 2010 annullata dalla sentenza del Tar nel 2013, Colognola – e solo Colognola tra tutti i quartieri della città – risultava inserita nelle zone di rispetto aeroportuale. Il nostro quartiere non ha mai chiesto favori o privilegi di sorta, ma solo il rispetto delle leggi. Non vogliamo calpestare i diritti di nessuno, ma pretendiamo che anche i nostri siano rispettati ed è per rivendicarli che ci siamo fatti carico dei pesanti oneri di azioni legali».

«L’Associazione Colognola per il suo futuro si batte da tempo per una più equa distribuzione delle rotte e si è dissociata dal Comitato che si definisce “di Bergamo”, ma che certamente non tutela gli interessi di tutta la città, dal momento che esso si oppone ad una revisione delle rotte di decollo che ha l’obiettivo di salvaguardare tutti i quartieri cittadini, senza penalizzarne uno solo».

«In merito alle nuove rotte proposte, inoltre, è spesso citata la necessità di tutelare l’ospedale, ma si dimentica che la legge prevede le stesse tutele anche per gli istituti scolastici: a Colognola ci sono ben 5 scuole (frequentate da 2.000 studenti!) tutte sotto le rotte di decollo ed alcune persino in area di rischio. L’ospedale invece, anche con l’eventuale ripristino della vecchia rotta, non sarebbe neppure lambito dai sorvoli e solo marginalmente interessato dall’inquinamento acustico».

«Continuando nel suo impegno civile volto contenere lo sviluppo aeroportuale nei limiti di legge per salvaguardare la vivibilità del territorio, l’Associazione “Colognola per il suo futuro” non può comunque accettare che il quartiere funga da vittima sacrificale (il che fa comodo a molti!) ed apprezza gli sforzi che la nuova Amministrazione Comunale sta facendo per distribuire più equamente i disagi dal momento che, “se l’aeroporto è una risorsa per tutti, è giusto che tutti ne assumano anche le ricadute negative”».


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