La lettera: «Con la famiglia allo stadio
Posti occupati dai tifosi, nessun aiuto»

Sotto il temporale allo stadio, ma i posti pagati erano occupati e nessuno pare abbia aiutato questa famiglia bergamasca che racconta la sua esperienza. E segnala una situazione di disorganizzazione. Ecco la lettera.

«In occasione della partita serale del 15 agosto di Coppa Italia, Atalanta-Cittadella, grazie alla possibilità di acquistare i biglietti a 5€, abbiamo deciso di recarci allo stadio con tutta la famiglia: io mio marito e i nostri tre bimbi piccoli che per la prima volta andavano allo stadio». Inizia così la lettera di una bergamasca che scrive alla nostra redazione dopo una brutta esperienza vissuta nel nuovo stadio di Bergamo.

«Ci siamo premurati di prendere per tempo i biglietti per la tribuna Creberg coperta, ben sapendo che viste le previsioni avremmo potuto imbatterci in un forte temporale - continua la lettrice -. Puntualmente il temporale ci ha colti proprio all’arrivo allo stadio. Purtroppo i nostri posti, così come il resto della zona coperta della tribuna era completamente occupata da tifosi di altri settori che avevano occupato i miei posti, a loro dire su indicazione degli stessi steward. Innanzitutto devo segnalare la grave situazione di pericolo verificatasi perché tutte le vie di fuga erano occupate da tifosi che si accalcavano per trovare riparo dalla pioggia».

«Inoltre le persone che venivano invitate da me e da tutte le persone come noi, che reclamavano il proprio posto, veniva risposto che gli steward avevano dato indicazione alle persone di accedere alle zone coperte. Di conseguenza non si sarebbero alzati nemmeno per lasciare i posti ai bambini. Segnalo che la situazione ha interessato moltissime altre famiglie con bambini e persone anziane, tra le altre famiglie era presente come noi, la famiglia di un noto giocatore dell’Atalanta con due bambini piccoli. Tutti nella ressa senza avere il proprio posto e senza riuscire neppure a tornare indietro».

«A partita iniziata siamo riusciti ad uscire da quella situazione e chiedere spiegazione all’unico steward presente in Tribuna Creberg il quale era in collegamento con la sicurezza dello stadio. Giungeva poi un dipendente accreditato che rispondendo alle mie rimostranze ed a quelle di altre persone che come me non avevano avuto il posto assegnato: rispondeva che per 5€ non potevamo pretendere nulla di più. Sottolineo che il tutto è avvenuto mentre io ed i miei bambini ci trovavamo sotto il temporale».

«Mi domando che tipo di organizzazione sia stata allestita dalla società? All’acquisto dei tagliandi è stato preteso che fossero esibite le carte d’identità dei miei bambini (6, 10 e 12 anni). La società sbandiera ai quattro venti che vuole riavvicinare le famiglie allo stadio, e quando una famiglia si presenta allo stadio viene dileggiata da chi senza averne diritto occupa posti non propri e viene canzonata dai dipendenti della società perché acquista biglietti messi in vendita a 5€! Dopo questa esperienza posso garantire che i miei bambini non andranno mai più allo stadio: l’unico spettacolo che hanno visto è stato rappresentato dalla disorganizzazione della struttura, l’arrabbiatura dei genitori e l’incapacità di gestire la situazione da parte del personale di servizio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA