Continua la battaglia anti slot Piano per eliminarne 80/100 mila

Continua la battaglia anti slot
Piano per eliminarne 80/100 mila

Non si sono mai tirati indietro nella battaglia contro il dilagare dell’azzardo patologico e assicurano che non si tireranno indietro nemmeno ora che dal Consiglio del ministri uscirà il decreto sul riordino del gioco d’azzardo.

Il documento atteso inizialmente per venerdì 20 febbraio, ora non prima del finire della prossima settimana, potrebbe depotenziare i Comuni, ecco perché è di giovedì l’appello ai deputati e i senatori orobici affinché facciano la loro parte per difendere i sindaci.

I parlamentari assicurano di proseguire con il loro impegno antislot, mentre dalla Regione è in arrivo un bando per finanziare i Comuni che continueranno questa campagna. «Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta - commenta Elena Carnevali, deputato del Pd e componente dell’intergruppo parlamentare sul gioco d’azzardo - ci ha presentato le linee guida dimostrando la volontà di ridurre, in due anni, l’offerta di slot e videolottery sul territorio nazionale di 80/100.000 apparecchi. Verranno estesi i divieti di pubblicità a tutela dei minori tenendo conto che l’Unione europea non prevede l’abolizione totale della pubblicità. C’è l’intenzione di aumentare il prelievo erariale legato ai margini di guadagno da macchine da gioco e di rendere stabile il fondo destinato alla cura della ludopatia».

Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia, ritiene che il decreto, nell’ambito della lotta contro l’azzardo, rappresenti anche un’occasione: «Faremo pressioni affinché si inserisca lo sblocco dei casinò che hanno controlli e filtri altissimi, a differenza della sale slot e dei bar. Più volte abbiamo denunciato e cercato di incalzare il governo affinché questa situazione fuori controllo delle slot machine venga affrontata con decisione. I casinò possono essere una soluzione virtuosa per il territorio, perché attorno a San Pellegrino si creerebbe una sinergia con la terme e il turismo».


Leggi di più su L’Eco di Bergamo in edicola sabato 21 febbraio 2015

© RIPRODUZIONE RISERVATA