Coronavirus, 118 casi e tre vittime Regione:  «Limitare gli assembramenti»
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Coronavirus, 118 casi e tre vittime
Regione: «Limitare gli assembramenti»

L’assessore al Welfare Giulio Gallera: dobbiamo limitare gli assembramenti. I casi positivi in Lombardia sono 118: tre le vittime.

È iniziata la fase di «contenimento» del virus. Lo ha detto il presidente Attilio Fontana durante la conferenza stampa in Regione domenica 23 febbraio. Il Basso Lodigiano è considerato zona rossa in cui c’è il principale focolaio di coronavirus e sono in atto provvedimenti restrittivi non estesi al resto della Lombardia. È stata poi individuata una zona gialla in alcune aree della Lombardia (di cui fa parte anche Bergamo) in cui si cerca di limitare al massimo le occasioni di assembramento delle persone per almeno sette giorni. «Nessuna pandemia, ma dobbiamo evitare assembramenti per evitare il contagio» ha spiegato l’assessore al Welfare, Giulio Gallera.

Stop dunque a scuole per 7 giorni (che potrebbero diventare 14), stop a manifestazioni culturali e sportive, sospensione dei concorsi, stop a cinema e teatri; bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico sono chiusi dalle 18 alle 6. Non è stato preso in considerazione di chiudere gli esercizi commerciali e anche i trasporti pubblici funzioneranno regolarmente. Continuano a essere regolarmente operativi i servizi sanitari pubblici. Gli operatori useranno le mascherine.

L’assessore Gallera ha anche fatto il punto sul numero dei contagiati: sono 118 i casi positivi su 880 tamponi con una media del 12%. Di questi 53 sono i ricoverati in ospedale di cui 17 in terapia intensiva. Sono tre le vittime, di cui l’ultima è una signora anziana deceduta all’ospedale di Crema. Era ricoverata in Oncologia da alcuni giorni. Sono colpite soprattutto le persone più fragili, anziani in primis. L’assessore conferma che sono tre i casi di coronavirus in Bergamasca.

In ragione dell’ordinanza emanata domenica sera dal presidente della Regione Lombardia di concerto con il ministro della Salute, si dispone la sospensione di tutte celebrazioni, di tutte le attività pastorali, aggregative, culturali e la chiusura degli oratori e spazi parrocchiali nella diocesi di Bergamo. Le chiese possono restare aperte. I funerali possono essere celebrati solo con gli stretti familiari. Nei prossimi giorni si daranno ulteriori disposizioni dettagliate per la vita delle comunità parrocchiali e religiose.

«Alle misure cautelari indicate si aggiunge un particolare invito alla preghiera per gli amma­lati e le loro famiglie, per il personale sanitario e per tutti coloro che si stanno adoperando per far fronte a questa emergenza sanitaria – si legge in una nota della diocesi di Bergamo –. Il vescovo Francesco esprime in modo accorato la sua vicinanza invocando con la sua benedizione la protezione del Signore su tutti e su ciascuno, mentre segue con attenzione la situazione mantenendosi in stretto contatto con la Prefettura e istituzioni pubbliche sanitarie, sociali, civili e militari, a cui rivolge un particolare ringraziamento per la qualità e la premura del loro servizio alla nostra comunità».

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Con un’informazione di servizio importante per tutta la cittadinanza
Al fine di non far «collassare» il numero unico emergenze 112 è stato istituito il numero verde 800 894545 dove risponde L’Unità di Crisi di Regione Lombardia che può dare indicazioni e risposte in merito all’emergenza coronavirus .


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