Bergamo: 623 casi, +86 rispetto a giovedì
«Zona rossa? Chiesta tre giorni fa...»

Il consueto bilancio giornaliero sull’emergenza coronavirus nella nostra Regione. Sulla zona rossa tra Nembro e Alzano l’assessore Gallera dice: «Sono provvedimenti utili se tempestivi, noi l’abbiamo chiesta tre giorni fa, se la risposta fosse arrivata subito si evitava l’incertezza».

Come di consueto in questi giorni di allerta coronavirus, gli assessori della Regione Lombardia fanno il punto sulla situazione a fine giornata.

Guarda la conferenza stampa delle andata in onda alle 18.30 qui.

«A Bergamo i contagi ad oggi sono 623, +86 casi rispetto a ieri, si tratta della provincia in cui i nuovi casi positivi crescono di più in Lombardia». La ha detto l’assessore regionale Giulio Gallera.
«Il 36% dei contagiati ha oltre 75 anni, il 20% ha tra i 65 e i 74 anni, il 25% tra i 50 e i 64, il 17% tra i 25 e i 49 anni mentre l’1 per cento tra 18 e i 24 anni e l’1 per cento meno di 18 anni”: sono i dati disaggregati per età dei cittadini lombardi contagiati, forniti dall’assessore al Welfare Giulio Gallera nella consueta conferenza stampa in Regione Lombardia per fare il punto sul Coronavirus.

«Sul tema della zona rossa, ha senso se fatto con tempestività anche se i casi crescono ancora molto velocemente. Condivido la riflessione del sindaco di Bergamo che se tre giorni fa quando noi avevamo fatto richiesta all’Istituto Superiore di Sanità, fosse arrivata la risposta avrebbe evitato l’incertezza che si sta manifestando ora».

«Se non adottiamo atteggiamenti veramente radicali rischiamo che non ci sia un picco e poi una discesa ma che per molto tempo ci sia solo crescita”: così l’assessore ha risposto a una domanda su quando prevede un picco di contagi da coronavirus. «O adottiamo un atteggiamento molto responsabile o - ha aggiunto - non siamo in grado di valutare quando arriverà la discesa»

«Abbiamo acquistato sul mercato 970mila mascherine e ne abbiamo già consegnate 220mila di quelle per i medici alla Regione Lombardia, con la quale abbiamo lavorato insieme proprio su questo tema. E domani ne consegneremo altre 71mila, insieme a 10mila mascherine chirurgiche». Così il commissario Angelo Borrelli ha risposto all’assessore lombardo Gallera secondo il quale la Lombardia ha dovuto provvedere da sola.v«Abbiamo poi un contratto che dalla settimana prossima ci consentirà di avere almeno 2 milioni di mascherine chirurgiche. Abbiamo dato la priorità alla Lombardia - ha concluso - e ci serviranno per soddisfare le richieste delle Regioni».

Oltre alla moglie di Mattia, il 38enne di Codogno, prima persona a risultare contagiata dal coronavirus in Lombardia, dimessa ieri, è tornato a casa anche il cosiddetto paziente ’3’, il runner amico di paziente 1.

«La situazione dei pronto soccorso nelle aree di frontiera è sempre di grande pressione». Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, spiegando che «solo ieri a Crema ci sono stati 80 accessi in pronto soccorso tutti da ricoverare con polmonite, ed erano 70 il giorno prima, 60 il giorno prima ancora».

A Lodi, ha proseguito Gallera, «c’erano 65 persone in pronto soccorso da ricoverare, a Cremona ieri sono passate 80 persone, a Bergamo est 70 persone, questo per dare a tutti la dimensione fenomeno che stiamo affrontando».

LO SFORZO STRAORDINARIO - Gallera, ha quindi illustrato lo sforzo straordinario che sta facendo tutto il sistema Lombardia La situazione dei pronto soccorso nelle aree di frontiera “è sempre di grande pressione” tanto che, “solo ieri a Crema ci sono stati 80 accessi in pronto soccorso tutti da ricoverare con polmonite, ed erano 70 il giorno prima e 60 il giorno prima ancora. A Lodi, c’erano 65 persone in pronto soccorso da ricoverare, a Cremona ieri sono passate 80 persone, a Bergamo est 70 persone, questo per dare a tutti la dimensione fenomeno che stiamo affrontando”.

UN NUOVO MODELLO PER GLI OSPEDALI - Gallera ha poi aggiunto che si sta pensando ad un nuovo modello nel quale quasi tutti gli ospedali saranno ’Covid’. “Se prima avevamo individuato tre ospedali da destinare esclusivamente ai pazienti Coronavirus - ha detto - oggi stiamo pensando di ribaltare l’assioma perché il numero dei casi cresce in maniera molto importante. Stiamo dunque individuando alcuni presidi per le patologie più importanti”.

L’APPREZZAMENTO DELL’OMS - In questo contesto l’assessore ha fatto sapere che oggi “è arrivata una comunicazione di apprezzamento da parte dell’Oms, che ci chiede di avere il modello che abbiamo individuato per gestire l’emergenza perché vuole farne un modello da applicare anche negli altri Paesi, è sicuramente un elemento di grande valore”.

250 NUOVI INFERMIERI GRAZIE ALL’IMPEGNO DEI RETTORI LOMBARDI - L’assessore ha anche fatto sapere che ieri si sono laureati 65 infermieri a Pavia e altri se ne aggiungeranno fra lunedì e martedì per arrivare fino a 250. “Ho sentito i rettori Svelto e Morzenti - ha spiegato - per ringraziarli di ciò che hanno fatto. Ci era stato garantito un Decreto che accorciava l’anno scolastico di un mese e non è arrivato. I rettori lombardi hanno fatto i loro decreti per ridurre l’anno e consentirci di avere del personale che quindi tra una decina di giorni potrebbe entrare nel sistema”.

DIMESSO PAZIENTE 3 - Dopo la bella notizia di qualche giorno fa circa la dimissione della moglie del paziente 1, oggi ne è arrivata un’altra: oggi infatti è tornato a casa anche il paziente ’3’, il runner amico di paziente 1.

LA SOSPENSIONE DELLA ATTIVITÀ AMBULATORIALI - Gallera ha anche precisato quanto annunciato ieri circa le attività ambulatoriali “Stiamo facendo inserire nel Decreto legge - ha detto - la facoltà di sospendere le attività ambulatoriali lunedì approveremo in Giunta una delibera che darà indicazioni alle strutture ospedaliere su come gestire in maniera opportuna i pazienti che arriveranno. Le strutture dovranno ridurre l’attività ambulatoriale mantenendo quella urgente e non differibile. Si potranno continuare a svolgere anche fisioterapia o psichiatria perché effettuate da personale che non verrebbe utilizzato per i pazienti Covid’.

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