Coronavirus: scende a 0,85 l’Rt italiano. I nuovi colori delle regioni, Lombardia resta in arancione

Coronavirus: scende a 0,85 l’Rt italiano. I nuovi colori delle regioni, Lombardia resta in arancione

Nel pomeriggio le nuove ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza. Il decreto aprile non prevede il passaggio alla zona gialla anche se i dati sono incoraggianti.

Scende ancora il valore dell’Rt nazionale a 0,85. L’indice la scorsa settimana era 0,92. È quanto si apprende sul dato contenuto nel monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute che sarà diffuso nella giornata di venerdì 16 aprile.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale, evidenzia la bozza del monitoraggio, è sopra la soglia critica (39%) anche se il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.743 (06/04/2021) a 3.526 (13/04/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche sopra la soglia critica (41%) ma in diminuzione. Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 29.337 (06/04/2021) a 26.952 (13/04/2021).

Questa settimana si osserva ancora una diminuzione della incidenza settimanale, che è pari a 160,5 per 100.000 abitanti nel periodo 05/04/2021-11/04/2021 contro 210,8 per 100.000 abitanti nella settimana precedente del 29/03/2021-04/04/2021. L’incidenza resta tuttavia elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

I dati del monitoraggio daranno alcune indicazioni anche relative al cambio di zona delle regioni italiane. Cinque regioni (contro otto della settimana precedente) hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Si tratta di Basilicata, Sardegna, Sicilia, Toscana e Valle d’Aosta. Tra queste, una Regione (Sardegna), rileva il monitoraggio, ha una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3. Due regioni (Sicilia e Valle d’Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre regioni hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo uno. La Lombardia dovrebbe restare in zona arancione. Non è previsto il passaggio in fascia gialla perché il decreto di aprile lo impedisce anche se ieri il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, auspicava una progressiva riapertura a partire da lunedì 16 aprile.


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