Ecco il video del ponte che crolla Duello Anas-Provincia sulle colpe

Ecco il video del ponte che crolla
Duello Anas-Provincia sulle colpe

La Regione taglia corto: «Nessuno è intervenuto in tempo» commenta amaro Maroni.

«Si precisa - spiega in una nota la Provincia di Lecco - che la ricostruzione dei fatti rappresentata dai comunicati stampa di Anas e dalle dichiarazioni dei loro responsabili non collima con le informazioni sull’accaduto in possesso della Provincia di Lecco». Scoppia la guerra delle responsabilità tra Anas e Provincia dopo la tragedia del ponte crollato e la morte di una persona venerdì 28 ottobre.

«Sono davvero rammaricato - commenta il presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano esprimendo cordoglio ai familiari della vittima e vicinanza ai feriti - per le comunicazioni rilasciate da Anas dopo l’evento con una tempistica quasi cronometrica, che addossano le responsabilità alla Provincia di Lecco, rispetto a una sequenza di fatti e circostanze che saranno chiariti dalle inchieste aperte, le quali stabiliranno le responsabilità».

Anas aveva affermato nei comunicati diffusi qualche ora dopo la tragedia «di aver dato ordine di bloccare il cavalcavia anche con ripetuti solleciti a una immediata chiusura». E ha fornito le impressionanti immagini del crollo riprese in diretta.

Inoltre, come si legge nel comunicato dell’ente delle strade «Anas ha incaricato il professor Carmelo Gentile, docente di Tecnica delle Costruzioni del Politecnico di Milano, che ha già effettuato i primi accertamenti tecnici sull’opera crollata, un cavalcavia realizzato tra gli anni Sessanta e Settanta dalla Provincia di Como. Attualmente, non è stato ancora rimosso l’autoarticolato (della ditta Nicoli Trasporti Spedizioni di Albino - ndr) che, probabilmente a causa del suo peso eccessivo, ha provocato il crollo. Dalle prime ricostruzioni dei fatti, il mezzo pesante aveva una portata di circa 108 tonnellate, superiore a quella ordinaria, e non era stato autorizzato da Ana s, che peraltro non ha in gestione la viabilità sulla strada provinciale SP49 dove era posto il cavalcavia».

Questa la ricostruzione dei fatti fatta da Anas appena dopo la tragedia: «Il cantoniere Anas addetto alla sorveglianza del tratto della strada statale 36 al km 41,900, sul quale alle ore 17.20 è ceduto il cavalcavia, già attorno alle ore 14, avendo constatato il distacco di alcuni calcinacci dal manufatto, ha disposto immediatamente la loro rimozione e la parzializzazione della SS36 in corrispondenza del cavalcavia. Subito dopo il cantoniere, in presenza della polizia stradale, ha contattato gli addetti alla mobilità della Provincia di Lecco, responsabile della viabilità sul cavalcavia, e li ha ripetutamente sollecitati alla immediata chiusura della strada provinciale SP49 nel tratto comprendente il cavalcavia. Gli addetti della Provincia hanno richiesto un’ordinanza formale da parte di Anas che implicava l’ispezione visiva e diretta da parte del capocentro Anas, il quale si è attivato subito, ma proprio mentre giungeva sul posto il cavalcavia è crollato» spiega l’ente che si occupa delle strade.

Il presidente della Regione, Roberto Maroni, taglia corto: «Non sta a me stabilire le responsabilità», però, «ho sentito il presidente di Anas e mi ha detto che erano intervenuti loro per chiedere, alla Provincia, di chiudere il passaggio subito, ma la Provincia non è attivata subito». Così «nessuno dei due è intervenuto in tempo. Quello che stiamo pensando è una ricognizione complessiva delle infrastrutture lombarde per vedere se ce ne sono a rischio e quali, stanziando risorse adeguate», spiega Maroni. «Sentirò Anas e Delrio. Noi, come Regione, non abbiamo competenza sulle strade ma ci interessa verificare».


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