Da istruttore sub a fotografo in carrozzina Andrea, seconda vita dopo l’embolia

Da istruttore sub a fotografo in carrozzina
Andrea, seconda vita dopo l’embolia

«Devo tutto a un magnifico lavoro di squadra». Il grazie sentito di Andrea Offredi a chi l’ha curato e agli oltre duecento presenti ha suggellato domenica 9 novembre a San Pellegrino Terme l’incontro organizzato dall’Associazione Genesis, che si occupa di recupero dell’handicap in pazienti colpiti da trauma cranico, prefiggendosi in particolare il reinserimento in famiglia e nella società.

Andrea ha ricevuto l’annuale premio che ricorda Alessandra Rubini, giovane neuropsicologa di Piazza Brembana morta nel 2000 in un incidente autostradale, di ritorno da un master a Ferrara. La mamma di Alessandra, Andreina, ha consegnato il riconoscimento al ventinovenne di San Pellegrino, costretto a vivere su una carrozzina per i postumi di un’embolia che nel 2008 lo colpì durante un’immersione a Sharm El Sheikh, in Egitto, dove lavorava come istruttore subacqueo.

Oggi Andrea ha un’attività nel campo della fotografia e non è difficile trovarlo lungo le strade della Valle in piena azione con la sua handbike. «Ha fatto passi da gigante - ha sottolineato con orgoglio il neurologo Gianpietro Salvi, deus ex machina di Genesis -, mostrando come la volontà sia elemento essenziale per andare al di là di qualsiasi ostacolo».

Il tema congressuale riguardava quest’anno le problematiche relazionali e sessuali dei pazienti colpiti da lesione cerebrale. Sono emerse analisi dei disturbi del post-trauma, legati non solo a lesioni materiali, ma anche a problemi di carattere psicologico per la diminuita autostima nei pazienti e all’interazione dell’uso dei farmaci di cura.

Intenso e applaudito l’intervento di Jean Luc Truelle dell’ateneo francese di Angers: nel doppio ruolo di esperto e genitore di figli traumatizzati ha sottolineato come «i legami fra famiglie siano il primo passo per aprire il dialogo su aspetti di cura che oggi non paiono prioritari, ma che invece sono decisivi per la qualità di vita di pazienti e familiari».


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