Dieta? Gli under 30 credono ai social E pure alle (tante) bufale della rete

Dieta? Gli under 30 credono ai social
E pure alle (tante) bufale della rete

Due su tre preferiscono informarsi in questo modo piuttosto che rivolgersi ad un medico.

Per la maggior parte dei giovani italiani under 30 i consigli trovati sui blog e sui social network valgono più del parere del medico in materia di alimentazione. Lo rivela un’indagine realizzata da Doxa per conto di Aidepi - Associazione delle industrie del dolce e delle paste italiane, presentata in a Expo in occasione del lancio dell’iniziativa #OperazioneFalsiMiti, una campagna anti bufale sul web. Secondo la ricerca, per quattro italiani su dieci (39%) internet e i social network sono la seconda fonte di informazione più attendibile sul cibo, preceduta dal parere del medico (55%) e seguita dai consigli degli amici esperti (22%).

Le cose cambiano però nel caso degli under 30: il 61% degli intervistati dichiara di affidarsi più a internet, mentre soltanto il 52% riconosce l’autorità del medico in materia. In generale, la ricerca fa emergere uno zoccolo duro di «creduloni del web» (il 17% degli intervistati) che segue le indicazioni trovate su internet senza verifiche o riscontri di altro tipo, percentuale che sale al 36% tra gli under 30 e al 24% al Sud e nelle Isole.

La ricerca ha indagato anche quelle che, secondo gli esperti coinvolti nel progetto Aidepi sono le «bufale» alimentari più diffuse su internet. Quattro quelle a cui gli italiani dichiarano di credere di più: gli agrumi prevengono il raffreddore (79%), le merendine sono piene di additivi tossici come l’E330 (73%), mangiare ananas aiutare a bruciare i grassi (61%), per star bene bisogna eliminare i grassi dalla dieta (53%).

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