Diossina e pcb nelle uova:
nessun allarme in Bergamasca

Non c’è nessun allarme per le uova che arrivano sulle nostre tavole. Lo conferma il responsabile del dipartimento di veterinaria dell’Asl di Bergamo. Le uova positive ai veleni sono solo quelle prodotte in alcuni pollai familiari, nessuno in provincia di Bergamo.

Non c’è nessun allarme per le uova che arrivano sulle nostre tavole. Lo conferma Paolo Antoniolli, responsabile del dipartimento di veterinaria dell’Asl di Bergamo. Le uova positive a veleni come diossina e pcb sono solo quelle prodotte in alcuni pollai familiari , nessuno dei quali si trova in provincia di Bergamo.

«A livello italiano - spiega Antoniolli - è stato avviato un monitoraggio in 57 siti, aree geografiche che si trovano in territori interessati da forte inquinamento in passato. Le analisi approfondite hanno confermato che è vero che tre quarti delle uova in questi casi sono contaminate, ma si tratta solo delle uova prodotte in pollai familiari, dove le galline vivono razzolando su terreni inquinati».

Dei 57 siti presi in esame nessuno si trova in terra bergamasca: i più vicini sono sulla sponda bresciana del lago d’Iseo, a Sesto San Giovanni, nell’area del polo industriale di Mantova. «La produzione delle uova che arrivano sulle nostre tavole - precisa Paolo Antoniolli - non riguarda nessuna di queste 57 aree, e comunque la modalità dei gestione degli allevamenti è molto avanzata ed evita che sostanze velenose possano essere ingerite dalle galline che producono le uova».

Insomma, per evitare il rischio di consumare uova contaminate sembrerebbe sufficiente evitare di acquistare quelle nostrane prodotte nei piccoli allevamenti che si trovano nelle 57 zone monitorate (la perferia di Milano e Sesto, Monza e lungo il Lambro, alcune aree del Mantovano).

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