Lunedì 18 Agosto 2014

Effetto crisi: nascite diminuite
per il quinto anno consecutivo

Fiocco nascite

Per il quinto anno consecutivo le nascite diminuiscono, in Italia, attestandosi a 514 mila nel 2013. Il numero medio di figli per donna scende da 1,42 nel 2012 a 1,39 nel 2013. L’età media al parto sale a 31,5 anni.

Sono questi alcuni dei dati forniti dall’Istat, l’Istituto centrale di statistica, nella «fotografia» del nostro Paese relativa all’anno 2013. Circa l’80% delle nascite – precisa l’Istat – proviene da donne italiane, il restante 20% da donne straniere. La fecondità delle prime scende, tra il 2008 e il 2013, da 1,34 a 1,27 figli per donna. Ma diminuisce ormai anche la fecondità delle donne immigrate: da 2,65 figli per donna a 2,20 nel medesimo periodo.

Nel 2013 si sono celebrati meno di 200 mila matrimoni, per un quoziente di nuzialità pari al 3,3 per mille, il più basso nella storia del Paese. La celebrazione del matrimonio con rito religioso perde ulteriore terreno nei confronti del rito civile. Tra il 2008 e il 2013 la quota di sposi che sceglie il primo passa dal 63% al 57%, mentre la quota di coloro che optano per il secondo cresce dal 37% al 43%.

Le immigrazioni dall’estero scendono a 307 mila, pari a un tasso del 5,1 per mille, contro le oltre 350 mila del 2012 (5,9 per mille). Aumentano, invece, le emigrazioni, circa 126 mila (2,1 per mille), contro i 106 mila dell’anno precedente (1,8 per mille). Il saldo migratorio con l’estero è di 182 mila unità, per un tasso del 3 per mille (4,1 nel 2012). Calano gli ingressi dei cittadini stranieri, 279 mila nel 2013 contro i 321 mila del 2012. I rimpatri di italiani sono 28 mila. Con 60 mila immigrati arrivati nel 2013 la Romania si conferma il principale Paese di provenienza, davanti a Marocco (19 mila) e Cina (18 mila). Tuttavia, gli arrivi dalla Romania diminuiscono sensibilmente (-25% sul 2012), così come quelli dalla Cina (-12%).

Aumenta la speranza di vita alla nascita, giunta nel 2013 a 79,8 anni per gli uomini e a 84,6 anni per le donne. A fine 2013, gli individui di 65 anni e oltre rappresentano il 21,4% del totale (21,2% nel 2012), risultando in ulteriore aumento, mentre i giovani fino a 14 anni di età scendono al 13,9% (dal 14% del 2012).

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