Lunedì 11 Settembre 2006

E’ già suonata la prima campanella
Primo giorno di scuola per oltre 120mila studenti

Inizia oggi l’anno scolastico. Per 122.563 alunni tra bambini e ragazzi di tutte le scuole statali di ogni ordine e grado, tra timori e speranze, inizia l’avventura che durerà un anno. Ad accompagnarli ci sono 12.700 docenti, i genitori, i presidi e tutto il personale scolastico, impegnati ad avviare nel migliore dei modi la complessa macchina della scuola. A loro si rivolgono nel messaggio d’inizio anno, il vescovo monsignor Roberto Amadei e il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Bergamo (l’ex Provveditorato) Luigi Roffia. IL MESSAGGIO DEL VESCOVO MONS. ROBERTO AMADEICon la stima, l’affetto e la gratitudine di sempre saluto il vasto mondo della scuola: studenti, genitori, docenti, operatori e istituzioni. A tutti auguro di affrontare e vivere il nuovo anno scolastico con la consapevolezza che nella scuola si affronta la sfida decisiva per il futuro delle singole persone e della società. Infatti è soprattutto nella scuola che le nuove generazioni possono essere introdotte alla comprensione totale della realtà nella quale vivono, del senso della loro esistenza e del compito affidato alla loro responsabilità. Possono essere abilitate alla ricerca dell’essenziale capace di misurare e dare valore alle diverse esperienze e conoscenze, e a utilizzare gli strumenti utili per continuare questa ricerca, necessaria per non dimenticare l’orizzonte che dona significato ad ogni scelta. Indispensabile per individuare i punti di riferimento che permettono di orientarsi nella rapida e sovente confusa evoluzione di tutte le componenti dell’esperienza umana. Per leggere criticamente i moltissimi messaggi quotidiani liberandosi dalla prepotenza degli slogan, dei mass media e del conformismo sociale. Per non lasciarsi imbrogliare da chi identifica il progresso umano con la crescita della capacità di produrre e di consumare, o con l’esaltazionme esasperata dell’individuo, negazione e morte dell’uomo che è essenzialmente relazione; quindi distruzione di ogni convivenza fondata sulla solidarietà aperta a tutti.Soltanto se si è introdotti alla comprensione della realtà totale (e l’educazione consiste in tale introduzione!) questa è vissuta come la casa comune, casa affidata alla nostra personale responsabilità, casa da abbellire continuamente affrontando le fatiche necessarie per arricchirla non solo di cose ma di relazioni buone e rendendola più abitabile per tutti.Senza questa introduzione alla realtà ci si sente smarriti e disorientati e, perciò, autorizzati a rinchiudersi nella difesa delle proprie meschine sicurezze. Per offrire questa introduzione alla vita è indispensabile riconoscere che il problema più urgente oggi sta nell’educazione, ovviamente sempre unita all’informazione; e che per educare è necessario chiarire qual è la propria visione dell’uomo. Occorre poi ricordare che l’educazione non è prima di tutto esortazione, metodo o altro, ma è la vita di chi educa (e quindi anche di chi insegna nella scuola), la sua passione per la vita di tutti, per la «casa comune», la sua coerenza con quanto dice, il suo rispetto per le persone, la capacità di ascoltare e dialogare, il suo sguardo al futuro carico di speranza, di fiducia e di responsabilità. Buon anno scolastico a tuttiMonsignor Roberto Amadei - VescovoMESSAGGIO DEL PROF. LUIGI ROFFIA«Rivolgo all’intera scuola bergamasca un affettuoso e sentito augurio per un sereno anno scolastico. Invito innanzitutto voi genitori a incoraggiare i vostri figli fin da piccoli al piacere di imparare, alla curiosità e all’entusiasmo di sapere con coscienza libera, critica, che scopre e conosce la verità. Siate loro vicini come attente e affettuose "sentinelle" con una presenza fisica di aiuto, vigilanza e sostegno. Incoraggiateli non solo nell’impegno a scuola, ma anche a un forte impegno nello studio a casa che per i vostri figli significa sacrificio: un futuro necessario, però, per crescere, responsabilizzarsi e affrontare le sfide dell’oggi e del futuro, nella libertà e nella verità».«Prendete visione del diario scolastico dei vostri figli, dei quaderni di lavoro, osservate il ritmo e le ore di studio individuali. La vostra sia un’azione educativa rigorosa, costante, carica di fiducia, di stima, e basata sul dialogo. Sosteneteli nelle difficoltà e aiutateli a considerare gli eventuali insuccessi scolastici come strumenti educativi e di crescita, motivando i vostri ragazzi a far meglio. Invito voi genitori anche a intercettare i più piccoli segnali lanciati dai vostri figli, che possono fare da spia a latenti situazioni di disagio». «In questo modo si condivide con la scuola la costruzione del progetto educativo e di vita, in una logica di partnership e collaborazione. La partecipazione delle famiglie alla vita scolastica rappresenta un fattore determinante per il successo formativo; e il dialogo che la scuola sa intrattenere con i genitori costituisce un prezioso sostegno al sempre più difficile e impegnativo compito dell’educazione dei figli».Rivolgendosi invece ai ragazzi, Roffia dice: «A voi ragazzi rivolgo di nuovo e con forza un appello che mi sta molto a cuore: volate alto e non accontentatevi del sei. Vi chiedo un grande senso di responsabilità per garantire un’attiva presenza alle lezioni e attività di studio a casa costanti e ragionate. Ascoltate i vostri insegnanti, che vi accompagnano con la loro esperienza, la loro competenza e con il loro affetto, elementi fondamentali per la crescita culturale e umana di tutti voi. Ragazzi, conosco la vostra voglia di fare e il vostro entusiasmo. Molti di voi sono anche protagonisti di attività di volontariato, di iniziative che evìdenziano il vostro spirito di solidarietà, di apertura agli altri e al dialogo. In aula sempre più spesso, accanto a voi, siedono giovani i cui genitori sono giunti da Paesi lontani. tendete loro la mano, per ricevere quella grande ricchezza che nasce dall’incontro di culture diverse e per dare il vostro contributo al rispetto e alla comprensione reciproci. Rappresentano valori fondamentali alla base della convivenza civile e di ogni democrazia. Questi grandi valori che la scuola vi offre sono anche i valori fondamentali dell’Europa»Quanto ai docenti, che «svolgete con passione e grande professionalità il vostro compito, valorizzate le attitudini di tutti i ragazzi, osservando le competenze acquisite e registrandone i progressi che sono sempre in evoluzione. La scuola infatti non deve giudicare, ma far acquisire e consolidare competenze, osservare le tappe della crescita. E in aggiunta al classico libro di testo la scuola si apra sempre più al volontariato, allo sport, al teatro, al cinema, alle nuove tecnologie e a tante altre risorse offerte dal territorio».«A tutti voi dirigenti scolastici raccomando di svolgere il vostro fondamentale ruolo con autorevolezza, puntando sull’importanza dell’esempio, e favorendo nella scuola un clima di serenità e accoglienza di tutti».(11/09/2006)

e.roncalli

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