Frecciarossa, il pm: scambio fuori posto «Al vaglio anche l'ipotesi errore umano»
Le immagini della Polizia di Stato del treno deragliato

Frecciarossa, il pm: scambio fuori posto
«Al vaglio anche l'ipotesi errore umano»

Un treno ad Alta velocità, il 9595 Milano-Salerno, è deragliato e alcune vetture si sono ribaltate. Morti i due macchinisti, 31 i feriti. Sotto la lente i lavori di manutenzione, esclusa l’ipotesi dell’attentato. Conte: «Una tragedia, fare chiarezza».

Il treno è «deragliato all’altezza di uno scambio che doveva essere posto in una certa posizione e così non era». È quanto ha detto il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro (già pubblico ministero a Bergamo). «Escludo qualsiasi riferimento a un’attività volontaria, l’ipotesi di attentato è destituita di ogni fondamento», ha poi precisato il capo dell’ufficio inquirente. «I lavori di manutenzione vengono fatti perché qualcosa si è rotto, se no non c’è motivo per essere lì alle quattro e mezza del mattino. Se lo scambio fosse stato dritto per dritto – ha aggiunto – il treno non sarebbe deragliato, non è difficile da capire. Non era nella posizione che doveva garantire la libera percorrenza del treno». Chiaro ha precisato che «era una parte dello scambio interessato dai lavori di manutenzione». «Stiamo verificando l’ipotesi dell’errore umano», ha poi spiegato, non precisando se sia stato già ascoltato personale coinvolto nell’incidente dell’alta velocità. «Non so se è un servizio assegnato all’esterno ma credo siano interni. La linea è ovviamente delle Ferrovie dello Stato e non credo che questo genere di servizi lo appaltino all’esterno. Sappiamo chi sono, a me pare si tratti di personale delle Ferrovie dello Stato», ha spiegato ancora Chiaro, precisando che «sono attività registrate in modo assolutamente dettagliato, sappiamo che tipo di intervento è stato fatto». «Non sappiamo invece dire quanto ci vorrà per ripristinare la linea, probabilmente ci vorranno almeno due giorni se non di più per liberare il tratto».

Il bilancio dell’incidente è di 2 morti e 31 feriti, 8 dei quali medicati in codice giallo negli ospedali della zona. Il Frecciarossa 9595 Milano-Salerno è uscito dai binari nella mattinata di giovedì 6 febbraio all’altezza di Ospedaletto Lodigiano. Lo ha riferito l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. Le due vittime sono i macchinisti del convoglio, Giuseppe Cicciù, 51 anni, di Reggio Calabria, e Mario Di Cuonzo, di 59, originario di Capua (Caserta). I loro corpi sono stati trovati a circa 500 metri dal luogo dell’incidente. «Gli piaceva questo mestiere, amava questo lavoro, lo svolgeva con serietà impeccabile ed era molto attento alla sicurezza», racconta un collega parlando di Cicciù.

Secondo una prima ricostruzione la motrice del treno, che in quel momento viaggiava alla massima velocità consentita (circa 290 Km/h) e aveva a bordo 28 passeggeri, sarebbe uscita dai binari finendo prima contro un carrello che si trovava su un binario parallelo, e poi contro una palazzina delle ferrovie, dove ha terminato la sua corsa. Il resto del convoglio ha invece proseguito, rimanendo sui binari ancora per circa un chilometro, fino a quando la seconda carrozza si è ribaltata fermando il treno. «La motrice si è staccata grazie al sistema di sicurezza», ha spiegato il governatore della Lombardia Attilio Fontana, che è andato a trovare i feriti a Lodi e ha sottolineato che «se mettessimo in discussione l’efficienza dei Frecciarossa sarebbe preoccupante».

A innescare l’incidente potrebbe essere stato un problema a uno scambio. Secondo quanto risulta all’Ansa, infatti, proprio la scorsa notte, o nella tarda serata di ieri, sarebbe stato sostituito un «deviatoio», ovvero un pezzo dello scambio stesso.

«Poteva essere una carneficina», ha detto il prefetto di Lodi Marcello Cardona. E ad evitare un bilancio molto più grave è stato il fatto che il convoglio fosse praticamente vuoto. A quanto si è appreso la carrozza numero 1, quella che ha subito i danni peggiori e nella quale si trova la cabina di manovra, era completamente vuota a parte i due macchinisti deceduti. E anche nella seconda e terza carrozza viaggiavano pochissime persone.

I soccorritori parlano di una scena «impressionante», uno dei passeggeri feriti ha raccontato: «Credevo di essere morto. Il treno andava velocissimo. All’improvviso ho sentito una botta violenta. Un boato fortissimo». E un altro ha riferito: «È saltata la luce e abbiamo intuito che c’era un’emergenza. La carrozza ha iniziato a ondeggiare. Sarà durato un minuto». «Un passeggero ha sbattuto la testa contro il finestrino quando la carrozza si è piegata», è il racconto di un altro testimone. Ed anche una donna ha ricostruito quei momenti drammatici: «Siamo stati fortunati, miracolati, sembrava di stare sulle montagne russe».

Sospesa la circolazione sulla linea ad alta velocità Milano-Bologna, tutti i convogli sono stati instradati sulla linea convenzionale Milano-Piacenza, con forti ritardi. Rete Ferroviaria italiana (Rfi) ha fatto sapere che è stata effettuata la riprogrammazione dei treni, mentre sono stati cancellati una decina di convogli. Dolore bipartisan per quanto accaduto è stato espresso da mondo della politica, con il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, che è attesa sul luogo del deragliamento. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso il suo cordoglio per le «due nuove vittime del lavoro» e si è augurato che si faccia presto luce sulla dinamica dell’incidente. Il premier Conte ha parlato di “una tragedia sulla quale è necessario fare chiarezza».

Protestano invece i sindacati, che hanno indetto per domani uno sciopero di due ore «di tutti i ferrovieri dipendenti da tutte le aziende di settore operanti sulla rete nazionale e locale a partire dalle 12».


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