Gas, l’Italia è al top (per il prezzo) Pellet: l’Iva dovrebbe scendere al 10%
Il pellet da riscaldamento

Gas, l’Italia è al top (per il prezzo)
Pellet: l’Iva dovrebbe scendere al 10%

Tormiano a parlare di riscaldamento domestico: stando all’ultima rilevazione ufficiale dell’Autorità per l’energia, il prezzo del gas per una famiglia media in Italia è pari a 92,41 centesimi al metro cubo, contro i 73,30 dell’Ue e gli 80,10 dell’area euro.

Il gas ormai scalda circa l’80% delle abitazioni. Peggio delle famiglie italiane (su cui pesa comunque una forte tassazione, dal momento che al netto delle imposte il prezzo si ferma a 61,25 centesimi, non molto sopra la media europea) stanno solo quelle svedesi (122 centesimi), quelle portoghesi (104 centesimi) e quelle danesi (94,42).

Se si guarda comunque solo al mercato tutelato, in cui le tariffe sono stabilite dall’Autorità, il prezzo scende a 79,59 centesimi al metro cubo, ma lo stesso discorso, probabilmente, vale anche per gli altri Paesi europei.

Anche per quanto riguarda il gasolio, che rappresenta una fonte energetica ormai del tutto residuale, i prezzi italiani svettano. Stando alla rilevazione settimanale del ministero dello Sviluppo, che prende in esame solo il prezzo industriale, vale a dire al netto delle tasse, l’Italia svetta al terzo posto, con 547 euro per mille litri, contro la media europea di 462 euro e quella dell’area euro di 460 euro. Al lordo delle imposte, invece, il prezzo schizza a 1.158 euro, vale a dire più del doppio.

Una buona notizia, arrivata con la legge di Stabilità, è invece la r iduzione dell’Iva sul pellet, il combustibile prodotto con i residui della lavorazione del legno: dopo essere schizzata lo scorso anno dal 4 al 22%, dal 2016 dovrebbe scendere al 10%.

L’accensione dei riscaldamenti è governata da uno specifico calendario che stabilisce diverse date in base alla suddivisione della Penisola in sei zone. La più fredda, la F, non ha limitazioni e può accendere quando vuole. La E, dove figurano tra l’altro Milano, Bergamo,Torino, Bolzano ma anche Potenza, ha girato le manopole il 15 ottobre e potrà tenere acceso fino al 15 aprile. Il primo novembre sarà la volta della D (sempre fino al 15 aprile), con città come Roma e Firenze, il 15 novembre della C (che però dovrà spegnere il 31 marzo) con Cagliari e Napoli, il 1 dicembre (fino al 31 marzo) toccherà alla B con Palermo, ma anche alla A (ma solo fino al 15 marzo) che comprende pochissimi comuni, tra cui Lampedusa.

In tutte le aree, poi, vige la regola di un numero massimo di ore giornaliere in cui si può tenere acceso il riscaldamento, tra le sei della fascia A e le 14 della fascia E.


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