Già scattato ufficialmente il dopo Expo E il nodo da sciogliere è: cosa farne?
Il ministro Maurizio Martina (Foto by Stefano Porta)

Già scattato ufficialmente il dopo Expo
E il nodo da sciogliere è: cosa farne?

È già scattato ufficialmente sabato 10 ottobre il dopo Expo anche se mancano ancora 20 giorni alla chiusura dell’esposizione universale. È scattato con l’ultimo incontro dei 26 tavoli tematici dell’Expo delle idee, dedicato all’eredità della manifestazione.

E con il riconoscimento che è stato un successo. Lo rivendicano tutti, non solo Matteo Renzi (da Verona) ma anche Berlusconi (a Milano). In tanti sono intervenuti a questa giornata a suo modo conclusiva, ministri (da quello della Giustizia Andrea Orlando, a quella dell’Istruzione Stefania Giannini a quello del Lavoro Giuliano Poletti e dell’Ambiente Gian Luca Galletti), imprenditori, presidente e direttore della Rai, Monica Maggioni, e Antonio Campo dall’Orto, esperti e tutti sono stati d’accordo su una parola: «Il patrimonio di Expo non va disperso. Per l’Italia».

Un momento della giornata dedicata a 26 tavoli tematici in occasione dell'iniziativa: «Expo dopo Expo»

Un momento della giornata dedicata a 26 tavoli tematici in occasione dell'iniziativa: «Expo dopo Expo»
(Foto by STEFANO PORTA)

«Arriveranno grandi frutti» ha assicurato il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, che vede il successo dell’esposizione come «una metafora del Paese che riparte». Resterà la Carta di Milano, l’impegno contro la fame nel mondo e la lotta allo spreco firmato da oltre un milione di persone, oltre 50 capi di Stato, che proprio venerdì prossimo ad Expo sarà consegnata al segretario dell’Onu Ban-ki Moon (e che oggi è stata «benedetta» dal suo predecessore Kofi Annan).

Code di Visitatori all'ingresso di Expo 2015 sabato 10 ottobre 2015

Code di Visitatori all'ingresso di Expo 2015 sabato 10 ottobre 2015
(Foto by STEFANO PORTA)

Resteranno progetti di cooperazione. E resta Expo come un modello: secondo il presidente dell’Anac Raffaele Cantone lo può essere sui controlli negli appalti; per l’ad di Fs, Michele Mario Elia, per il trasporto in treno durante il Giubileo. E secondo il commissario Giuseppe Sala, Expo insegna che gli italiani sono «in grado di fare le cose come gli altri, anche meglio». «In più forse qui hanno imparato a fare le code».

Fisicamente, resterà un’area di un milione di metri quadrati e il nodo da risolvere al più presto è cosa farne. Il governo, ha assicurato Martina, entrerà in Arexpo, la società che possiede i terreni, anche se non ha ancora detto quando e con che investimento. «Nei prossimi giorni - ha spiegato il sindaco Giuliano Pisapia - faremo un incontro e definiremo concretamente le modalità di ingresso del governo».

Ed è per questo che serve, il coinvolgimento di tutti. Il commissario Sala ha spiegato che con ogni probabilità non si occuperà del post evento. Però ha dato un avvertimento: «Il dopo expo deve essere un’operazione in cui fin da subito lavorano insieme pubblico e privato, altrimenti non si parte nemmeno».

Alcune questioni restano aperte, come i maggiori costi per la costruzione del sito chiesti dalle imprese appaltatrici su cui non è detto che si arrivi a un accordo entro fine mese. Un’eredità dell’esposizione sarà però già tangibile dal primo novembre quando Martina a San Francisco presenterà, nella prima tappa di un tour mondiale, «Wiki Expo» la piattaforma digitale che riunisce i contenuti dell’Esposizione, dalla biodiversità, ai temi dell’agricoltura, della sostenibilità e della sicurezza alimentare.


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