«Gran Prix: Città Alta non è un luna park» «Ma no, va bene così». Tu che ne pensi?

«Gran Prix: Città Alta non è un luna park»
«Ma no, va bene così». Tu che ne pensi?

«Chi ne ha il dovere cominci a pensare: non si può caricare Città Alta di manifestazioni così invasive sperando che l’Atb faccia miracoli». «No, credo che Città Alta debba essere anche questo. Una volta all’anno».

Prendiamo spunto dalle opinioni espresse da due nostri lettori per rilanciare in dibattito sulle manifestazioni che si alternano in Città Alta. Che a qualcuno non piacciono, come a dire che il borgo dentro le Mura non è un luna park.

«Cinquantamila persone tra visitatori normali e quelli attratti dal Gran Prix - dice da una parte Leone - sono un peso insopportabile per i residenti ma anche per gli esercizi che non possono farvi fronte (anche perchè essendo cari sono poco appetibili dal turismo)».

«Non potete trasformare una struttura così delicata nell’Oriocenter dei Colli. Poi andate a verificare il rapporto tra i visitatori dei musei e l’afflusso: siamo a 1:100? 1:1000?. Decidete cosa volete fare da... grandi».

Il Gran Prix sulle Mura

Il Gran Prix sulle Mura
(Foto by Beppe Bedolis)

Sul fronte opposto, quello dei favorevoli, si schiera invece Mila, che spiega meglio il suo pensiero: « Città Alta è il cuore del turismo a Bergamo, si sa. Sarebbe come se gli abitanti di Venezia si lamentassero del caos che si riversa nei calli tutti i giorni. È il prezzo da pagare per chi abita in luoghi come questi, purtroppo o per fortuna».

Poi c’è chi risponde con l’arma dell’ironia, come il nostro lettore Mario: «Proporrei di abbattere parte delle Mura per fare un bello stadio. Oppure aprire Città Alta solo ad un ristretto numero di meritevoli con pranzo al sacco vegano, infradito e borsa in pelle con simboli hippie, scelto rigorosamente da apposito komitato».

«E già che ci siamo - aggiunge Mario rincarando la dose - aboliamo la proprietà privata, bruciamo le banche e liberalizziamo tutte le droghe :-). Ben vengano queste importanti manifestazioni che ci rendono un po’ meno provinciali. Ho visto cultura, pezzi storicamente bellissimi e interesse internazionale».

Battute a parte, il tema delle tante manifestazioni che affollano Città Alta è interessante. Troppe? Poche? Meglio qualcosa d’altro? Ai lettori l’ardua sentenza.

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