I disabili: «Controllare i furbetti»
La tecnologia può risolvere il problema

Il giorno dopo la provocazione del comitato per l’abolizione delle barriere architettoniche con le carrozzine parcheggiate davanti al Comune interviene Giovanni Manzoni, presidente provinciale dell ’Anmic, per chiedere «maggiori controlli in città».

Intanto in Italia c’è chi ha sperimentato un efficace sistema anti-furbetti ed è pronto a proporlo anche a Bergamo. Giovanni Manzoni, presidente Anmic eda sempre attivo nella sensibilizzazione sui diritti dei disabili, ha rimarcato: «All’estero nessuno si sognerebbe di occupare con la propria auto un parcheggio riservato ai disabili: magari uno pensa di aver fatto una furbata, in realtà è solo ignoranza».

«Bisognerebbe abbattere le barriere architettoniche nella testa di alcune persone, a volte persino più dannose delle barriere architettoniche fisiche - ha detto Manzoni -. Detto questo, Bergamo non soffre della mancanza di parcheggi per disabili, ce ne sono e sono stati predisposti in tutti i punti-chiave (Inps, Asl...). Il problema vero, per l’appunto, riguarda l’utilizzo che ne fa chi non ne ha diritto e in questo senso servirebbero maggiori controlli delle forze dell’ordine».

Nel frattempo c’è chi ha ideato una soluzione tecnologica anti-furbi e a tutela delle persone disabili: si chiama «ParkTutor», sistema elaborato dall’azienda milanese «Park Busy», in grado di scoraggiare l’occupazione abusiva dei parcheggi per disabili da parte di chi non è titolare del contrassegno. La tecnologia rende impossibile la falsificazione del pass, dal momento che si basa sull’utilizzo di uno speciale badge assegnato al disabile. Badge che non può essere in alcun modo riprodotto, contraffatto o ceduto ad altri visto che si basa sull’impronta digitale dell’automobilista.

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