I negozianti del centro protestano: «Sentierone ormai terra di nessuno»

I negozianti del centro protestano:
«Sentierone ormai terra di nessuno»

Hanno preso carta e penna e ci hanno scritto per denunciare la «situazione di disagio che stanno vivendo i commercianti che hanno le loro attività sotto i portici del Sentierone».

I nove firmatari della lettera arrivata sabato 10 ottobre in redazione sono i titolari dei negozi di abbigliamento Gala e Laura Natali, della gioielleria Curnis, dell’agenzia di viaggi Roxteam, del parrucchiere La Saletta, del Balzer, della farmacia di via Monte Grappa, della tabaccheria Cremaschi e del negozio di biciclette Bianchi. Vale a dire la gran parte delle attività commerciali rimaste sotto i portici, sopravvissute alle stangate della crisi e allo svuotamento del centro.

Caos in centro sabato per i Mercatanti

Caos in centro sabato per i Mercatanti
(Foto by Beppe Bedolis)

Scrivono che il Sentierone è ormai «terra di nessuno», affollato da «mendicanti, zingari e suonatori abusivi», diventati «padroni di questo luogo che una volta era il salotto di Bergamo». E che ora, sembra di capire dalla loro missiva, è ben altro. E non solo per via del calo dei consumi. Sollecitano un maggior intervento delle forze dell’ordine («non si vedono mai o raramente») a causa di borseggi e spaccate e si lamentano delle troppe manifestazioni, commerciali e non (leggasi cortei e presìdi), autorizzate dalle istituzioni, che si tengono «quasi ogni sabato, bloccando il traffico e togliendo i pochi posteggi rimasti».

Il Sentierone è ancora il salotto buono di Bergamo?

Il Sentierone è ancora il salotto buono di Bergamo?

Convinti che non sia solo il Comune a dover intervenire e pronti a «dialogare con tutti», i commercianti del Sentierone alzano la voce per farsi sentire:«Stiamo vivendo una situazione imbarazzante e tragica. Ci sono vie centralissime dove sono più i negozi chiusi di quelli aperti, e non vediamo nessuna iniziativa e nessun aiuto da parte delle istituzioni, anzi, a volte creano disagi e danni alle nostre attività. Volete desertificare il centro della città? Non manca molto».


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