I vigili del fuoco continuano a scavare L’audio dell’allarme: «È crollato tutto»

I vigili del fuoco continuano a scavare
L’audio dell’allarme: «È crollato tutto»

Si scava senza perdere la speranza, ma ogni ora che passa diminuiscono le possibilità di trovare sopravvissuti. All’hotel Rigopiano ci sono anche i vigili del fuoco bergamaschi, entrati in azione domenica 22 gennaio alle 15 per dare il cambio ai colleghi che hanno lavorato ininterrottamente per giorni.

Tocca a loro scavare e ascoltare anche il minimo rumore proveniente dalla neve e dalle macerie dell’albergo. Finora sono 11 i sopravvissuti, sette i morti accertati e 22 le persone che mancano all’appello. Nel frattempo sono iniziate le indagini della procura, che ha aperto un unico fascicolo contro ignoti con le accuse di disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Un albergo, il Rigopiano, costruito sopra colate e accumuli di detriti preesistenti compresi quelli da valanghe, all’imbocco di un vallone. Lo rivela l’Ansa che cita la mappa Geomorfologica dei bacini idrografici della Regione Abruzzo. I documenti sono stati evidenziati dal Forum H2O Abruzzo. Questa «scoperta» finirà negli atti dell’inchiesta della procura di Pescara, come ha confermato la stessa reggente della Procura Cristina Tedeschini. Perché l’argomento valanga è uno dei filoni dell’indagine.

Gli inquirenti si recheranno presto alla Regione Abruzzo all’Aquila per acquisire tutti i documenti che riguardano il settore: Piano Valanghe, carte e documenti relativi agli allerta meteo. La Procura vuole sapere se siano state applicate tutte le normative, segnalati i pericoli, messo in condizione chi di dovere di prendere decisioni. Quali per esempio la chiusura invernale.

Ma è tutta la posizione ’geologica’ dell’hotel a essere finita nel fascicolo. Tedeschini ha infatti confermato che anche le relazioni geologiche sulla ristrutturazione dell’hotel saranno acquisite dal Comune di Farindola e dagli atti del processo per corruzione del 2007. Si vuole capire, al di là della vicenda penale chiusa definitivamente, se persistono problemi nella concessione edilizia, a prescindere dall’ampliamento.

«Non voglio fare l’eroe, ho fatto solo il mio dovere perché tutti dovrebbero avere la coscienza a posto e fare così». Lo ha detto Quintino Marcella, amico e datore di lavoro di Giampiero Parete. L’uomo, ristoratore, è stato il primo ad allertare i soccorsi dopo aver ricevuto la richiesta di aiuto di Parete. Il ristoratore aveva raccontato di aver dovuto insistere parecchio per ottenere ascolto e di aver contattato tutti i numeri di emergenza possibili, per poi passare ad allertare amici e amministratori locali, fino alla partenza della macchina dei soccorsi. «Dopo la prima esperienza avevo tutti i miei dubbi – ha aggiunto - ma i soccorritori stanno facendo più del loro dovere perché si è avviata una macchina che non mi aspettavo. Ora devo dire grazie a tutti quelli che si stanno adoperando, con l’augurio che possano estrarre tutti».


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