Il 28 maggio referendum sui voucher Come sono nati i buoni lavoro?

Il 28 maggio referendum sui voucher
Come sono nati i buoni lavoro?

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per l’indizione dei referendum popolari relativi alla «abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti» e alla «abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)».

Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 28 maggio 2017. Lo si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. Ma cosa sono i voucher? Si tratta di uno strumento introdotto per la prima volta nel 2003 per permettere di pagare regolarmente piccoli lavori da sempre appannaggio del “nero”: pulizie, ripetizioni, lavori settimanali, mini consulenze. I voucher vengono acquistati dai datori di lavoro consegnati al lavoratore. Costano 10 euro e al lavoratore ne vanno in tasca 7,5. La differenza viene acquisita da Inail e Inps. Nel corso degli anni la possibilità di acquistare i voucher è stata ampliata a più settori come i disoccupati da oltre un anno, pensionati e studenti, grazie alle liberalizzazioni del 2009, del 2010 e soprattutto la Fornero del 2012. Il Jobs Act del governo Renzi è intervenuto sui voucher solo alzando da 5 a 7 mila euro netti la cifra massima che è possibile guadagnare tramite voucher in un anno. Ogni lavoratore può percepire tramite voucher un massimo di duemila euro dallo stesso committente nel corso di un anno. Il problema non è l’uso di questo strumento, ma l’abuso: negli ultimi anni il ricorso ai voucher è aumentato moltissimo: sono passati da mezzo milione nel 2008 a 121,5 milioni nei primi dieci mesi del 2016.


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