Sabato 09 Agosto 2014

«Il black out di Wind vale 100 euro»

Codici lancia la campagna risarcimenti

Cento euro ad utente. È il risarcimento danni che Codici chiede al gestore telefonico Wind per il black out dello scorso 13 giugno. «I disagi subiti valgono molto di più che pochi spiccioli. Stiamo parlando di un intervallo di tempo che va dalle 7 alle 8 ore, nelle quali 25 milioni di utenti non hanno potuto comunicare, né, in molti casi, lavorare».

«Non ci accontentiamo di risarcimenti simbolici – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – I disservizi del 13 giugno hanno danneggiato in maniera rilevante un numero ingente di cittadini, per questo Codici diffida Wind a riconoscere un risarcimento danni di circa 100 euro per ogni utente».

La posizione dell’Associazione si inquadra in una dura lotta per il riconoscimento dei diritti degli utenti che, si ricordi, «non sono neanche tutelati in casi simili a quello accaduto due mesi fa. La Carta Servizi dell’azienda, infatti, non prevede garanzie in questi casi, quindi, se i consumatori dovessero malauguratamente ritrovarsi in una situazione analoga, per loro non ci sarebbe scampo, né tutele legali».

L’Associazione era recentemente rimasta sconcertata dalla posizione assunta da Wind «secondo la quale il valore commerciale e contrattuale delle ore di disagio equivarrebbero a circa 80 centesimi all’ora (se l’interruzione è durata 3 ore) e 0,35 se l’interruzione è durata 7 ore. la conclusione più ovvia, a questo punto, sembra che sia che il consumatore, senza linea telefonica e senza internet, per l’azienda valga solo pochi centesimi. Ma non è così. Proprio per contrastare un atteggiamento che non tutela adeguatamente il consumatore, infatti, Codici ha diffidato Wind a riconoscere la cifra di 100 euro come giusto risarcimento per ogni utente che ha subito i disagi del 13 giugno.

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