Il Governo apre sul Patto di stabilità Gori: «Noi, 100 milioni bloccati»

Il Governo apre sul Patto di stabilità
Gori: «Noi, 100 milioni bloccati»

Il governo apre sul Patto di stabilità. Una buona notizia per i 600 sindaci riuniti a Montecitorio. Un evento che non ha precedenti dalle parti di piazza del Parlamento.

Giorgio Gori ieri nel primo pomeriggio ha rilanciato la notizia via Twitter: «I #SindacidItalia oggi in Parlamento. @graziano_delrio : ok del Governo al superamento del Patto di stabilità». Il Patto è un cappio per i Comuni italiani, Bergamo compresa. Quello che con l’ex sindaco Franco Tentorio era diventato il tormentone dei cento milioni sequestrati a Roma, è una realtà con cui fare i conti anche per la Giunta di centrosinistra. La battaglia per l’allentamento del Patto è trasversale, assolutamente bipartisan. Lacci e lacciuoli impediscono di spendere e fare investimenti.

«Da tempo – rileva il sindaco Gori – i Comuni segnalano l’insostenibilità della situazione e, in particolare, del blocco degli investimenti imposto dal Patto di stabilità interno. Il Comune di Bergamo, come noto, ha circa 100 milioni bloccati nella Tesoreria dello Stato ed è impossibilitato a spenderli: non solo per le grandi opere, anche per la manutenzione delle strade e delle scuole».

Dal 2007 a quest’anno la manovra complessiva a carico dei Comuni ha superato i 16 miliardi, di cui 8,7 miliardi per l’inasprimento del Patto interno e 7,5 miliardi di riduzione ai trasferimenti statali. Palazzo Frizzoni in sette anni ci ha rimesso 34,7 milioni tra Patto, tagli e spending review.

A cui si sono aggiunti, ultimo «cadeau» di Renzi, 845 mila euro per coprire la manovra degli 80 euro in busta paga. Manovra che per tutti i Comuni bergamaschi si è tradotta in 6,4 milioni euro di mancati finanziamenti per le casse locali. «Dal 2007 ad oggi i Comuni–- e tra questi, per la sua parte, il Comune di Bergamo – hanno contribuito per quasi 17 miliardi di euro al risanamento dei conti dello Stato: un sacrificio enorme, che è andato ben oltre la giusta razionalizzazione delle spese» rimarca Gori.

Leggi di più su L’Eco di Bergamo del 7 ottobre 2014


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