Il Museo di Donizetti torna a splendere Viaggio anteprima dentro le sale - Video

Il Museo di Donizetti torna a splendere
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Venerdì 15 maggio alle 18, nel cuore di Bergamo Alta, riapre al pubblico il Museo Donizettiano nella sua veste rinnovata. Nello storico palazzo di via Arena 9 è stato curato il restauro di ambienti, mobili, dipinti e cimeli mettendo al centro la vita e le opere del compositore.

Ill Museo Donizettiano è l’unico museo al mondo dedicato al celebre compositore e offre un percorso completamente rinnovato che accompagna alla scoperta della vita pubblica e privata di Gaetano Donizetti, del suo itinerario artistico e del contesto in cui ha operato, attraverso ritratti, lettere, arredi, partiture autografe, oggetti personali, pianoforti, libretti d’opera, disegni di scenografie, immagini, suoni e postazioni multimediali.

La «rinascita» del Museo Donizettiano giunge a conclusione di un importante intervento conservativo globale, che ha interessato sia i suggestivi ambienti che ospitano il Museo nell’antica Domus Magna (palazzo di proprietà dell’Opera Pia Misericordia Maggiore, già Palazzo Colleoni, 1173), sia i materiali storici di diversa tipologia (abbigliamento, arredi, dipinti, sculture, documenti, oggetti) che ora trovano posto nel nuovo itinerario espositivo.

Il progetto di restauro e nuovo allestimento del Museo Donizettiano è promosso e realizzato da Comune di Bergamo, Fondazione Bergamo nella Storia e Fondazione MIA, anche grazie al sostegno di Rulmeca s.p.a, mentre la cura scientifica del nuovo percorso espositivo è stata affidata al musicologo Paolo Fabbri.

Il Museo Donizettiano, inaugurato nel 1906, riunisce in un’unica collezione la preziosa raccolta di cimeli donata dalla baronessa Giovanna Ginevra Rota Basoni Scotti, la cui famiglia ospitò il musicista morente, e le testimonianze di proprietà del Comune di Bergamo inerenti la vita e l’attività artistica di Gaetano Donizetti (1797-1848). Grazie all’infaticabile opera di ricerca e valorizzazione dei materiali conservati svolta dal primo longevo conservatore, il parmense Guido Zavadini, il patrimonio poté essere ulteriormente incrementato. E dalla fine del 2002, il Museo Donizettiano è entrato nel circuito museale gestito dalla Fondazione Bergamo nella storia.

Nel nuovo e più ricco allestimento del Museo, la figura di Gaetano Donizetti è indagata a tutto tondo, non solo come compositore ma anche come uomo, attraverso materiali differenti, alcuni mai esposti in precedenza: ritratti, lettere, bozzetti di scenografie, composizioni autografe, abbozzi di brani musicali, pianoforti, documenti personali, onorificenze, arredi e strumenti di lavoro. Lungo il nuovo percorso si incrociano anche linguaggi diversi: testi, suoni, immagini di ieri e di oggi e una serie di postazioni multimediali touchscreen che racchiudono approfondimenti. È possibile ripercorrere la vita di Gaetano Donizetti e i suoi rapporti con Bergamo, ascoltare brani di opere e composizioni insieme alle parole da lui scritte a familiari e amici, contestualizzare il compositore sulla scena musicale e teatrale della sua epoca. Il visitatore ha così l’opportunità di personalizzare la visita in base ai propri interessi.

Un racconto affascinante dal quale emerge con evidenza un “nuovo” Gaetano Donizetti, non solo compositore, ma «uomo di teatro» in senso più ampio: un protagonista della cultura europea, un drammaturgo musicale che utilizza i suoni e il canto come veicoli di comunicazione e che non rinuncia mai a sperimentare, e anche uno scrittore eccezionale, vero e proprio «Arcimboldo» della lingua, che nelle sue lettere intreccia con disinvoltura gli idiomi dei diversi Paesi in cui ha vissuto.

Il nuovo itinerario di visita si suddivide in sei sezioni. Ad accogliere il visitatore è una sezione introduttiva dedicata alle celebrazioni del primo centenario della nascita di Gaetano Donizetti, alla nascita del Museo Donizettiano e al palazzo della Misericordia Maggiore che lo ospita.

Si incontra quindi il giovane Donizetti, non solo nel ritratto che è riconosciuto come la più antica immagine del compositore, ma anche con il racconto degli anni degli studi a Bergamo e Bologna (1806-15, 1815-17). Si prosegue con Il compositore agli esordi (1818-1822) a Bergamo e i primi contratti teatrali a Venezia e Roma. Il viaggio continua seguendo passo passo L’operista in carriera (1822-1845) a Napoli, Roma e Palermo fino a Parigi e Vienna, a tratteggiare una dimensione ormai tutta europea.

Ma come fosse L’uomo: in privato, al lavoro ce lo dicono le sue lettere, gli oggetti appartenutigli e le immagini dei famigliari che volle attorno a sé. Oggetti e documenti ci mostrano poi Donizetti intento a comporre, con uno speciale approfondimento sulle partiture autografe che accompagna il visitatore “dentro” il processo compositivo di Donizetti, alla scoperta di fasi e pentimenti.

Particolarmente toccanti gli arredi della “Camera di Donizetti” (la poltrona, il letto e la coperta, il pianoforte che lo stesso compositore aveva acquistato per i Basoni a Vienna nel 1844), trasferita da palazzo Scotti, la residenza bergamasca della famiglia Rota Basoni che aveva amorevolmente assistito il compositore negli ultimi mesi di vita.

Al termine del percorso del Museo Donizettiano, ad attendere il visitatore sarà l’emozione di una sorpresa,suggestiva e commovente, che verrà svelata soltanto la sera dell’inaugurazione.

Tutte le informazioni su www.bergamoestoria.it.

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