Venerdì 08 Novembre 2013

Il piccolo Fabio ha fretta

Tre spinte e nasce in bagno

Il piccolo Fabio in braccio a mamma Silvia
(Foto by Cesni Foto)

È circa l’una di notte di martedì 5 novembre in casa Zampoleri: tutti dormono tranquillamente, papà Luigi 29 anni, la piccola Asia di due anni e la mamma Silvia Fasolini, 27 anni, in dolce attesa del secondo figlio, Fabio, con termine previsto per il 17 novembre. Silvia comincia a sentire qualche dolorino, del tutto sopportabile, ma verso le due e mezza decide di svegliare il marito Luigi perché cominciava a intensificarsi: «Gigi preparati, dobbiamo andare!».

Nel frattempo Silvia chiama al cellulare i nonni che vivono al piano di sopra per avvisarli: come in tutte le famiglie in attesa, in men che non si dica, Gigi è pronto con la borsa già in mano e la nonna Daniela è lì ad assistere la figlia in partenza.

«Mentre ero in bagno a prepararmi – racconta Silvia – sono arrivate le fatidiche “spinte” del travaglio: non so nemmeno spiegarlo io, solo che ad un certo punto non potevo più né camminare né muovermi e sentivo solo di dover spingere. Mia mamma era in bagno con me e mi rassicurava. Al che abbiamo subito detto a Luigi di chiamare l’ambulanza per venirmi a prendere e intanto nonno Gianfranco ha preso la piccola Asia e l’ha portata al piano di sopra per evitarle il trambusto della situazione».

Ma mentre il marito è in giardino al cancello ad attendere l’ambulanza per indicargli l’abitazione, le due donne in bagno non avrebbero mai pensato di non avere nemmeno il tempo di pensare a quel stava succedendo. Alla terza intensa spinta, dopo pochissimi interminabili minuti, nonna Daniela non ha potuto far altro che accogliere fra le sue mani la testa del piccolo Fabio, che poi ha preso e ha avvolto nel primo asciugamano e l’ha subito appoggiato in grembo alla mamma Silvia, che l’ha abbracciato ancora sorpresa ma incredibilmente felice: «Appena ha messo fuori la testa, il bambino ha iniziato a piangere: vuol dire che era sano. Non potevo che guardarlo incredula, ma ero felice perché tutto era andato bene ed è stato veloce, ma del tutto naturale».

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