Lunedì 11 Agosto 2014

Il pilota in coma farmacologico

L’operazione è durata nove ore

Giacomo Malacchi e il suo aereo

«Gli parlo spesso, anche se è in coma farmacologico. Me lo hanno consigliato i medici perché dicono che anche se lui sembra apparentemente dormire, in realtà potrebbe sentirmi e ascoltare le mie parole». Così Fausta Arnoldi, moglie di Giacomo Malacchi, il pilota di 51 anni dell’aereo ultraleggero Dynamic Wt 9 precipitato sabato mattina sul monte Dosso, in provincia di Parma.

Un incidente tragico sulla rotta Capriate-Isola d’Elba, in cui ha perso la vita il passeggero, Roberto Agnelotti, 49 anni di Milano, amico di Malacchi.

«La situazione è molto delicata ma siamo ottimisti – continua la donna –. Quando Giacomo è stato soccorso e portato in ospedale gli sono stati fatti una serie di esami e verifiche, che avrebbero chiarito che non sembra abbia riportato danni interni. Poi verso le 15,30 è entrato in sala operatoria e quindi, quando siamo arrivati noi attorno alle 16, non siamo riusciti a vederlo e nemmeno a parlargli. L’operazione è stata complessa e lunga, circa 9 ore, e utile a arginare i danni a caviglie e polso destro che ha riportato con lo schianto a terra».

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