Il preside del Sarpi lascia: va a Roma Curerà al Ministero i criteri di valutazione

Il preside del Sarpi lascia: va a Roma
Curerà al Ministero i criteri di valutazione

Da lunedì 11 maggio, a Roma, c’è un bergamasco in più tra i dirigenti di uno degli Uffici del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; da ieri, il posto di dirigente scolastico al liceo classico Sarpi risulta essere vacante, in attesa di reggenza.

Alle 14 Damiano Previtali, preside del liceo classico cittadino, ha annunciato al collegio docenti del suo istituto la sua rinuncia e decisione: nei prossimi giorni si trasferirà a Roma, al Miur, per dirigere un nuovo ufficio che si occuperà del sistema di valutazione, ma per dedicarsi a questo incarico Previtali ha dovuto lasciare l’incarico da dirigente scolastico.

«Era difficile per me - spiega - dire di no a questa proposta, anche se lasciare una scuola come il Sarpi, ovviamente, mi dispiace. La nomina del Ministero è finalizzata alla direzione di un nuovo ufficio: quello che si occuperà dei sistemi di valutazione. Il mio compito sarà quello di coordinare le attività di valutazione su scala nazionale».

L’ingresso del liceo classico Sarpi

L’ingresso del liceo classico Sarpi

Il sistema di valutazione di certo non è una novità per Previtali, che dal 2007 collabora attivamente con il Ministero, con l’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione) e con l’Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa).

«È un tema strettamente legato - sottolinea Previtali - a quello dell’autonomia scolastica: migliore è il sistema di valutazione, migliore sarà la garanzia di autonomia. Il mio lavoro a Roma riguarderà principalmente i vari sistemi di valutazione: quello delle scuole e quello sull’apprendimento, entrambi già iniziati da qualche tempo; quello dei dirigenti, che speriamo di mettere a regime già dal prossimo anno scolastico, e infine il sistema di valutazione dei docenti, nei termini in cui verrà previsto dalla “Buona Scuola”».


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